Fazzi (Pd): “Ripartenza della scuola esempio di sinergia virtuosa”

Per la capolista alle regionali "un esempio di come si possa lavorare insieme per riscattarsi dall’emergenza Covid". Chiesti più fondi per la disabilità

“Migliaia di alunni e studenti sono rientrati a scuola dopo sei lunghi mesi di lontananza. Un ritorno, questo, che è stato preparato da tutti, istituzioni, famiglie, dirigenti scolastici, insegnanti e personale delle scuole nel migliore dei modi, mettendo una cura particolare per consentire ai bambini e ai ragazzi di poter accedere alle loro aule – luoghi di apprendimento, di cultura e cittadinanza – in piena sicurezza”.  Con queste parole interviene la candidata capolista Pd al consiglio regionale Francesca Fazzi che due settimane fa aveva discusso in una tavola rotonda i temi della scuola.

“Credo che si debba essere orgogliosi di quanto è stato fatto e si sta facendo a ogni livello, dal governo alle Regioni, passando per le Province e i Comuni, fino alle singole scuole e alle famiglie – afferma Francesca Fazzi. – Ritengo anche che ci sia molto da imparare da quanto sta accadendo in questi giorni nella scuola, dove le migliori energie e la fiducia di tutti vengono convogliate verso lo stesso fine. Da questo esempio dobbiamo trarre spunto per impostare un metodo di lavoro da estendere agli altri ambiti – dal sociale alla cultura, alla sanità, allo sviluppo economico, all’ambiente – perché solo collaborando, anche partendo da istanze, idee e punti di riferimento differenti, potremo dare gambe a progetti e soluzioni innovative, così come richiede la situazione eccezionale che stiamo vivendo dopo l’ondata d’urto del Covid-19.

La scuola è dunque per Fazzi un esempio virtuoso da seguire, “in un paese civile che ha fatto dell’istruzione uno dei pilastri portanti del proprio sviluppo, sancito e garantito anche a livello costituzionale. L’articolo 34 garantisce una scuola aperta a tutti, come luogo dove si diventa cittadini consapevoli e dove si forma la classe dirigente del futuro. Per rendere effettivo questo diritto sono previsti strumenti quali borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze. In questo ambito, essenziale, rientra l’assegnazione delle ore di sostegno ai bambini e ai ragazzi con disabilità, che attraverso la scuola prima, e il lavoro successivamente, costruiscono assieme alle famiglie il proprio percorso di crescita e di autonomia”.

“Molto è stato fatto in questo ambito, ma molto resta ancora da fare – conclude – Le famiglie chiedono più attenzione e un numero più alto di ore dedicate al sostegno, per fare in modo che i loro figli possano frequentare la scuola assiduamente, al pari di tutti i loro coetanei. Una richiesta sacrosanta, che dobbiamo accogliere e fare nostra: è infatti una questione di civiltà, non solo di sensibilità. Nuovi fondi arriveranno dal governo dedicati a queste tematiche e, se sarò eletta nel Consiglio della Regione Toscana sarà mia cura presidiare questo ambito, per fare in modo che le nuove risorse vengano utilizzate per rendere i luoghi dell’istruzione e della cultura sempre più aperti a tutti e, a ognuno, secondo le proprie necessità didattiche ed educative”.

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