Cultura, Giannini (FdI): “Lucca come una fuoriserie parcheggiata in garage”

Il candidato: "Alla città serve una stagione culturale che si propaghi lungo tutto il corso dell'anno"

Per la cultura a Lucca si deve e si può fare molto di più. Abbiamo un patrimonio inestimabile, ma non lo sfruttiamo abbastanza: è il sintomo evidente di una grave carenza di competenze”. Lo afferma Michele Giannini, sindaco di Fabbriche di Vergemoli e candidato consigliere con Fratelli d’Italia alle prossime elezioni regionali, in programma domenica 20 e lunedì 21 settembre.

“L’amministrazione di centrosinistra – continua – sotto l’egida della Regione Toscana, si è riempita spesso la bocca con la parola cultura: parlare è semplice, ottenere risultati tutto un altro film. Basta prendere come riferimento soltanto l’ultimo quinquennio, ma si potrebbe pescare tranquillamente indietro nel tempo, per osservare una situazione di stasi completa. Lucca avrebbe tante risorse, ma si limita al compitino”. 

“Penso prima di tutto al maestro Giacomo Puccini – spiega il candidato – com’è possibile che nella città che gli ha dato i natali, ancora nel 2020, non si faccia rete tra soggetti pubblici e privati? Perché l’amministrazione continua a coltivare il proprio orticello, osteggiando le competenze manageriali ed i risultati conseguiti da organizzazioni che hanno dato prova con i fatti di sapersi muovere egregiamente? Guardate cosa hanno fatto a Salisburgo con Mozart: Lucca non ha nulla da invidiargli, eppure non riesce a riprodurre quel modello virtuoso, perché prevalgono le ataviche logiche basate sulle tessere di partito o sulle amicizie, con buona pace delle competenze. Ecco: se andremo in Consiglio regionale ci batteremo nel verso opposto, perché il principio della sussidiarietà – ovvero la logica del delegare a chi è più qualificato – ha ancora un valore”.

Nulla si fa per valorizzare la prima attrazione monumentale della città – specifica il candidato – cioè le mura. Gli anniversari sono quasi passati sotto traccia e non si ricordano iniziative ad hoc per coinvolgere il turismo rispetto a questo fondamentale asset. Che dire poi – continua – della situazione in cui versa il Teatro del Giglio? Lavoratori in continuo stato di agitazione, una stagione che meriterebbe di essere rimpolpata ma che soffre cronicamente della mancanza di fondi, un’imbarcazione che appare oggi navigare in acque limacciose. Il tutto, ancora una volta, perché si è scelto scientemente di non affidarsi a manager di comprovata esperienza nel settore. L’ottica aziendalistica, l’unica che può rilanciare davvero la cultura, è completamente ignorata: un vulnus tipico della sinistra, che si estende dal locale al nazionale”.

“Lucca – prosegue – continua ad assorbire enormi quantità di pubblico in occasione del Summer Festival e dei Comics, per poi svuotarsi per almeno sei mesi l’anno. La mancanza di questi due maxi eventi – il Summer è saltato, i Comics verranno fatti con una formula ampiamente ridotta – deve far riflettere. Alla città serve una stagione culturale che si propaghi lungo tutto il corso dell’anno: questo significa più posti di lavoro, più socialità, arricchimento interiore, minor conflitto sociale. Tutti temi sciorinati con cura a parole da chi ha amministrato la città e la Regione, senza che mai seguissero i fatti. A tutti gli effetti, abbiamo una fuoriserie parcheggiata in garage – conclude – gli elettori diano una mano a riportarla in strada, prima che la ruggine la fermi completamente”.

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