Salas Lazzari: “Dal commercio alla sanità, Lucca non può avere le briciole”

La candidata al consiglio regionale per Toscana civica illustra le sue priorità

Dalla crisi economica all’impegno per le donne, la candidata al consiglio regionale per Toscana civica per il cambiamento Claudia Salas Lazzari illustra i punti salienti del suo programma.

“Anche se l’Istat registra un lieve aumento dell’occupazione, rispetto alla situazione pre pandemia il quadro è drammatico, la disoccupazione è aumentata e sappiamo tutti che peggiorerà ancora con la fine del blocco dei licenziamenti, mentre i dipendenti sono stati tutelati, e qui ci stanno le virgolette, i lavoratori autonomi sono diminuiti di decine di migliaia di unità – spiega -. I più penalizzati i giovani e le donne, l’ultimo dato Istat riporta un tasso di occupazione giovanile al di sotto del 40% ciò vuol dire che un giovane su due non trova lavoro e sono aumentate le disuguaglianze di genere, le donne sono dimenticate dal Piano del governo per l’uso del Recovery Fund, la più grande occasione storica persa per necessità e nel contempo disponibilità di fondi, una grande perdita di ricchezza che la Regione dovrà essere brava a colmare. Questo in sintesi il quadro che il nostro territorio già depauperato in termini di produttività e posti di lavoro si troverà ad affrontare nei prossimi mesi. Dobbiamo essere chiari con le persone nel dire che i posti di lavoro persi sia nella piccola – media impresa che nell’industria, nel commercio e nell’artigianato, nell’agricoltura, nel mondo dell’arte, della cultura e della musica, non saranno riassorbiti completamente dal nostro territorio se non ci sarà un’azione politica forte e decisa ad invertire ciò che è stato fatto fino adesso. I prossimi anni possono essere anche di grande opportunità se avremo persone di rinnovamento, competenti, energiche, che amano il proprio territorio e che vogliono progettare al meglio l’utilizzo delle risorse economiche, terminando con una politica Firenze – centrica e ridando a Lucca il protagonismo che merita. Lucca non merita le briciole”.

“Lucca – aggiunge – merita un ospedale di serie A e si deve tornare al decentramento della sanità, riportando più presidi sanitari nei territori e rimettendo il malato con la sua umanità al primo posto, garantendogli una adeguata assistenza e cure anche dopo il ricovero. Le persone con disabilità devono anch’esse essere al primo posto di ogni decisione. Sarà fondamentale riportare i servizi, le banche e le poste nei borghi, per agevolare le persone che vi abitano e per creare possibilità di investimento e di turismo diffuso sul territorio, sostenibile e di qualità, anziché quello mordi e fuggi che non porta vera ricchezza. Va tutelata la nostra agricoltura, la biodinamica, i semi antichi e la pastorizia, i nostri prodotti tipici. Sarà imprescindibile il lavoro grazie al digitale e la banda larga, ma ciò non sarà sufficiente ed è inutile creare illusioni nelle persone con questo argomento, il lavoro va tutelato, agevolato e creato sul territorio. Non servono discorsi politici, serve la pragmaticità di chi ascolta le diverse categorie e risolve i problemi senza scendere a compromessi, perché se si parla di lavoro, si parla di famiglie che vivono grazie ad esso. La maggior parte delle donne lavora nel settore terziario, quello reale dove si lavora con le mani, dove si interagisce personalmente e si scambiano sorrisi, dove se c’è un problema di violenza domestica se ne può parlare invece di isolarsi in casa dietro ad un computer. Vanno potenziati i fondi a disposizione delle associazioni e delle case rifugio, i servizi sociali che non sono sufficienti e formati tutti gli operatori coinvolti nella lotta contro la violenza sulle donne ed i minori – bambini, i bambini sono il nostro futuro e non hanno voce per difendersi, sta a noi comunità a creare le condizioni affinché siano tutelati senza discriminazioni sociali e nelle condizioni di disagio”.

“I nostri anziani  – aggiunge – sono portatori di una saggezza oltre ogni età anagrafica, servono spazi per un Patto Generazionale con i giovani e la trasmissione di saperi, tradizioni e mestieri, la Toscana può essere il primo modello in Italia dove con questo patto trionfa la Vita. Per l’occupazione di persone con disabilità serve più impegno, il diritto al lavoro è un pilastro della nostra Costituzione. Voglio proporre in Regione provvedimenti e leggi volti ad attuare questa inversione di rotta che porta i nostri paesi ad essere spopolati e le nostre città e centri storici a non lavorare a pieno con il loro potenziale per contrastare la disoccupazione creando nuovi posti di lavoro che non siano precari. Servono contributi a fondo perduto, agevolazioni fiscali e non per le imprese, agevolazioni per gli affitti commerciali e per ripopolare i borghi, zero tasse per le nuove start up giovanili e femminili, va assolutamente diminuita la burocrazia e vanno create più opportunità di formazione per rendere concrete nuove idee e progetti, serve una migliore vicinanza e comunicazione con i cittadini. Noi gente della Lucchesia, per nascita o per esserci cresciuto, oppure per essere stato accolto in questa meravigliosa terra, siamo da sempre persone che hanno estro, creatività, portate al commercio con il coraggio di portare le competenze e le nostre tradizioni anche in terre lontane, siamo persone che si sono sempre impegnate, siamo in Toscana che è la culla del Rinascimento, se vogliamo un Futuro per la nostra valle, le nostre colline e le nostre montagne, dove poter far nascere e crescere con più serenità ed una prospettiva a lungo termine i nostri figli, dobbiamo sì impegnarci ma anche pretendere azioni concrete e coraggiose da chi andrà a governare la Regione, dove veramente si decide come gestire le risorse economiche. Il programma di chi si ripropone a governare la Toscana in realtà è già scritto in come è stata governata la Regione negli ultimi decenni. Il mio impegno, testa e cuore, sul territorio è un filo rosso che si è tessuto negli anni e che continuerò anche dopo queste elezioni. DifendiAmo Lucca. Sostienimi. La Tua voce sarà il mio impegno”.

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