Bindocci (M5S): “Manifattura, la maggioranza non ha una idea sul futuro della città”

La provocazione del consigliere M5S: "Ho portato uno zerbino in aula, simbolo di certa politica"

“La maggioranza è ormai lo zerbino dei poteri forti, per questo ne ho consegnato uno in Consiglio, ormai è il simbolo di certa politica”. Il consigliere M5S Massimiliano Bindocci torna di nuovo alla carica sulla variante per la riqualificazione dell’ex Manifattura sud.

“Quanto è accaduto sulla Manifattura è molto preoccupante – sostiene -, perché dimostra che questa maggioranza non ha un progetto per Lucca, non ha una visione di città ed al primo offerente svende un pezzo di città.  Sui contenitori (Manifattura, Cavalllerizza, Carmine, Bacchettoni, Pulia ecc)  andrebbe fatto un ragionamento complessivo,  coinvolgendo i giovani, le professioni, le categorie, le associazioni, e la città  nel suo complesso. Invece dopo diversi tentativi fallimentari come una asta deserta ci si è piegati al progetto Fondazione-Coima in modo anche discutibile”.

“Noi – precisa Bindocci – restiamo convinti che tali spazi debbano restare prevalentemente pubblici, si pensi ad una grande ludoteca per portarci i figli, al progetto di scuola volano, a spazi museali, a servizi, i chiostri dovrebbero essere verdi e disponibili ai cittadini, una parte può essere anche utilizzata per uffici privati, ma la logica palazzinara con parcheggio gestito da privati non ci sta. Il mancato coinvolgimento della città e la bufala dei parcheggi che (al netto di quelli necessari per i servizi e dei 90 condomini) in realtà non ci sono, rende questa linea del business di alcuni nella città di tutti ancor più evidente. I problemi dei vincoli sulla Manifattura ed altri aspetti indicati da alcune associazioni,  rendono poi la procedura di dubbia legittimità ed ed espongono i consiglieri anche a dei rischi”.

“Quella votata nel Consiglio tenutosi ieri, a parere mio fuori da ogni regola, convocato senza rispettare i termini, ma a maggioranza è stato deciso che 1 giorno è maggiore di 3,   è poi una nuova variante, la nuova procedura dimostra che le nostre critiche hanno colto nel segno. Ma un passo indietro non basta: il Comune doveva rinunciare a forzare e iniziare a fare un progetto per il futuro della città. Infatti ciò che più amareggia è il dato politico e di prospettiva: una maggioranza che dice di stare con i più deboli e che ha reso la città zerbino dei potenti, dove  si esegue solo quello che viene chiesto da certi poteri forti senza fiatare, forzando tappe, tempi e procedure.  In nome dell’ambiente si tagliano gli alberi e si cementifficano i parchi, in nome della cultura si utilizzano le mura a pro di concerti e costruttori, si mettono sul mercato pezzi di città e si gestiscono i baluardi e le casermette come fossero pezzi di una resede privata. Io non ci sto a fare lo zerbino dei potenti e ritengo che le questioni culturali ed ambientali siano il vero fulcro dello sviluppo della città, ed il percorso partecipativo reale sia il metodo. Senza se e senza ma”.

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