Il Pci si schiera per il no al referendum

Il Pci si schiera per il no al referendum

Il Partito comunista di Lucca per il no al referendum che propone il taglio dei parlamentari.

“Un no perché questa riforma comporta risparmi economici irrisori – afferma il Pci in una nota – in un anno meno di quanto si spenda per spese militari in un giorno. Un no perchè il numero dei parlamentari italiani, rapportato alla popolazione, non è vero sia eccessivo rispetto agli altri Paesi europei. A rimetterci sarà la rappresentanza dei cittadini; si realizzerà una ulteriore soglia di sbarramento implicita, ad aggravare quelle già esistenti;  secondo il Pci aumenterà ulteriormente l’astensionismo e milioni di cittadini non avranno rappresentanza in Parlamento. I collegi saranno molto  più grandi, aumentando quindi la distanza tra cittadini ed eletti; le campagne elettorali saranno ancora più costose e questo, in assenza del finanziamento pubblico ai Partiti, renderà difficilissima l’elezione di rappresentanti delle classi sociali più deboli; non ci saranno problemi di spesa e campagna elettorale per i più benestanti, per le categorie professionali ad alto reddito, per i rappresentanti delle istanze di Confindustria e dei potentati economici; sarà ancora di più un Parlamento elitario”.

“Ma le vere ragioni di questa riforma – sostiene il Pci – si nascondono nell’ulteriore attacco alla Costituzione uscita dalla lotta di liberazione contro il nazifascismo; il vero obiettivo è depotenziare ulteriormente l’impianto costituzionale, che non era semplicemente una cornice giuridica ed ordinamentale dello Stato italiano, ma un programma politico di democrazia progressiva, riscatto sociale ed eguaglianza effettiva. Questa riforma si colloca quindi in un mosaico complesso di azioni, condotte sul piano politico ma anche culturale, che negli ultimi decenni hanno modificato la nostra democrazia, mettendo in discussione il  ruolo originario e centrale del Parlamento. Il taglio dei Parlamentari era uno dei punti del  programma di Licio Gelli, che all’epoca fu giudicato eversivo, ma oggi risulta purtroppo realizzato in molti, troppi, elementi. Per questo e tanti altri motivi, che per motivi di spazio non è possibile analizzare nel dettaglio, il Pci invita a votare no al referendum. Comunque, qualsiasi sarà il risultato del referendum, occorrerà prepararsi ad altre battaglie, prima tra tutte quella per il ripristino di un sistema elettorale proporzionale puro, senza sbarramenti e premi di maggioranza”.

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