Legambiente e la rete dei comitati: “Manifattura, nessun cenno ai vincoli nella variante”

Le associazioni criticano l'amministrazione: "Non c'è stato nessun vero coinvolgimento"

Manifattura sud, Legambiente e Italia Nostra, insieme alla rete dei comitati in difesa del territorio tornano a criticare l’amministrazione comunale sulla questione della variante.

“Le nostre associazioni – si legge nella nota – sono allibite di fronte al comportamento dell’amministrazione, in rapporto alla mancanza di ascolto e di considerazione democratica. I vincoli sulle funzioni attribuibili alla parte sud della ex Manifattura Tabacchi sono determinati dalle delibere Mibac 210/2016 e 148/2019″.

“Queste ultime, determinanti nella virata urbanistica – proseguono -, sono così importanti da non essere state neppure citate nella delibera di variante al regolamento urbanistico, adottata lo scorso novembre. Sono state le nostre associazioni ad illustrare questi vincoli ai consiglieri, nel corso del consiglio aperto dell’8 settembre, in rapporto ad interventi che ritenevamo doversi attuare con piano attuativo. Contro queste Delibere di apposizione dei vincoli era ammesso ricorso nei termini stabiliti dalla legge (come riportato negli atti in questione). Questi atti sono ancora operanti ed efficaci e non è stato prodotto alcun documento da parte dell’Amministrazione che dimostri un interpello al Mibact, per poter chiarire i termini della questione ed ottenere il necessario consenso ad operazioni in corso”.

“La significazione, e non una diffida che ha una diversa valenza legale, presentata dall’avvocatp Altavilla il 14 settembre all’amministrazione comunale – prosegue la nota -, indicava fra l’altro con chiarezza la necessità del piano attuativo, per permettere all’amministrazione di configurare le proprie azioni secondo percorsi legali. Alcuni aspetti segnalati dalla significazione dell’avvocato Altavilla, sono stati recepiti dalla amministrazione comunale, tuttavia contraddicendo un proprio schema di delibera nell’arco di nemmeno due settimane e determinando un’ampia e repentina riscrittura delle norme tecniche, successivamente approvate con urgenza solo da una parte del Consiglio. L’assessore Mammini, non intervenuta in Consiglio l’8 settembre per rispondere alle domande rimaste inevase poste dalle associazioni, ha invece scelto la strada ampiamente criticabile di un intervento nel quale, invece di ribattere e precisare i termini della questione e le proprie responsabilità, ha espresso con povertà di argomentazioni apprezzamenti irrispettosi nei confronti di un professionista serio e apprezzato, quale l’avvocato Altavilla”.

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