Dopo le regionali cambiano gli equilibri: a Lucca nuovo ingresso in giunta, Fratelli d’Italia punta Palazzo Orsetti

Il consigliere regionale uscente Stefano Baccelli in pole per un posto da assessore. Le incognite sul futuro di Forza Italia e Movimento Cinque Stelle

Chiuse le urne, spogliate le schede, finito il periodo di par condicio e di silenzio elettorale è tempo di bilanci e di prospettive.
L’esito delle elezioni regionali e sopratutto quanto successo in campagna elettorale non resterà indolore e cambierà equilibri e strategie in vista dei prossimi appuntamenti e condizionerà anche l’azione amministrativa.

Il caso Pd

Il Partito Democratico ha retto in provincia di Lucca e si gioca fino all’ultima scheda il ruolo di primo partito con la Lega. Ma sul Pd peserà lo strappo violento con l’assessore regionale all’agricoltura uscente Marco Remaschi, che non è stato candidato nella lista dei Dem ed ha provocato un terremoto con tanto di restituzione di tessere anche da parte di sindaci (Sara D’Ambrosio ad Altopascio ed Elisa Anelli a Villa Basilica), assessori e semplici iscritti. Non è chiaro se questi soggetti traghetteranno in un’altra formazione politica (vedi Italia Viva) o se fonderanno un movimento civico con Remaschi come punto di riferimento.

La polemica comunque ha scosso il Pd. Lo dimostrano le parole del vicesindaco di Altopascio Daniel Toci: “Il presidente (Giani, ndr), che abbiamo sostenuto e a cui faccio i complimenti, ad Altopascio ha scontato la scelta del Partito Democratico lucchese di lasciare fuori dalla competizione i suoi candidati più forti. Personalmente, insieme ad altri, ho lottato fino all’ultimo minuto utile per scongiurare questo errore clamoroso. I cittadini vogliono la rappresentanza e l’hanno trovata nelle liste della Ceccardi. Adesso al lavoro con il presidente Eugenio Giani per affrontare le questioni cruciali del nostro territorio”.

Di certo c’è che il primo effetto del voto ricadrà sul Comune di Lucca. L’assessora alle attività produttive, Valentina Mercanti, si dimetterà dal suo incarico nella giunta Tambellini. Dimissioni che sarebbero comunque arrivate a causa dell’appoggio del primo cittadino alla candidata Francesca Fazzi e non alla componente della sua squadra: una posizione che difficilmente avrebbe potuto portare a un esito diverso rispetto alla rottura. A questo punto il sindaco si trova davanti a un bivio: sostituire semplicemente l’assessora uscente (in pole position ci sarebbe l’attuale presidente della commissione bilancio, Chiara Martini) o provare un rimpasto per affrontare i due ultimi anni di mandato in maniera ancora più ambiziosa.

L’opposizione punta a Palazzo Orsetti (e non solo)

Il dato provinciale ha regalato un centrodestra forte e oltre il 50 per cento in provincia di Lucca. Un centrodestra potenzialmente in grado di vincere in tutti i Comuni. Fra questi, in prospettiva, c’è il Comune di Lucca dove si vota fra due anni. Ad ambire a correre per il posto da primo cittadino, complice l’ottimo risultato alle regionali, c’è in particolare Fratelli d’Italia. Il partito della Meloni, che ha attratto a sé numerosi esponenti vecchi e nuovi del centrodestra chiederà a gran voce, con tutta probabilità, di poter esprimere il candidato. E nel frattempo a Palazzo Santini si potrebbe creare un gruppo ben più ampio rispetto a quello composto dal solo Nicola Buchignani. L’endorsement alle regionali di Fabio Barsanti più il lungo corteggiamento del partito a Marco Martinelli potrebbero portare a creare un gruppo consiliare composto da quattro componenti, compresa l’altra consigliera di centrodestra Simona Testaferrata. Un gruppo che potrebbe così riequilibrare le forze con la componente civica dell’opposizione e lanciare la necessità, per le prossime consultazioni, di un candidato politico alla carica di sindaco. I nomi? Fratelli d’Italia potrebbe esprimere Moreno Bruni ma la partecipazione di Mario Pardini alla cena di chiusura della campagna elettorale del candidato Lido Fava potrebbe aprire le porte all’ex presidente di Lucca Crea come candidato unico del centrodestra.

L’incognita, semmai, resta Forza Italia. Il senatore Massimo Mallegni, a urne chiuse, ha detto sibillino: “Auspico che Forza Italia possa riprendere il proprio ruolo di catalizzatore di tutte le realtà popolari e liberali che sono presenti in Toscana e hanno in questi anni tenuto nel centrodestra gran parte del nostro elettorato. Noi ci facciamo promotori, appena sarà fatta una seria analisi del voto, di un convegno di riflessione di tutte le realtà liberali e popolari in Toscana per dare vita ad una sintesi che il nostro elettorale ci chiede”. Una svolta moderata che potrebbe sparigliare le carte in regione, provincia e Comune di Lucca. Non escluso neanche un dialogo con Italia Viva, che da queste consultazioni si aspettava di arrivare a doppia cifra ed è invece rimasto appena sotto il 4,5 per cento.

Il futuro del Movimento Cinque Stelle

Governisti o critici? Il Movimento Cinque Stelle incassa alle regionali una sonora sconfitta ovunque e vede travasare i suoi voti al fronte progressista in nome di un’alleanza che a questo punto potrebbe diventare strutturale a costo di perdere qualche pezzo per strada. A Lucca i pentastellati perdono un consigliere regionale di riferimento, considerato anche che si dimezza la rappresentanza in Regione. Anche in vista delle prossime tornate amministrative si dovrà dunque capire come il patto voluto da Zingaretti e Di Maio a livello nazionale si possa declinare sui territori. Difficile, comunque, pensare a un cambio di approccio nelle attuali amministrazioni dove il Movimento Cinque Stelle resterà fieramente all’opposizione di centrodestra e centrosinistra. Ma in prospettiva la posizione si potrebbe ammorbidire lasciando spazio anche ad alleanze strategiche nel voto amministrativo. Una sorta di fase 2 pentastellata in cui, appunto, prevale l’ala governista rispetto a quella intransigente della prima ora.

La giunta regionale

La vittoria di Giani, il buon risultato del Pd in provincia di Lucca, dove rimane di un soffio primo partito, apre già le porte alle prime considerazioni in ordine alla squadra di governo che affiancherà Eugenio Giani. Non è un mistero che il consigliere regionale uscente, Stefano Baccelli, abbia fatto un passo indietro per la corsa a un posto in Consiglio per ambire a un assessorato, dopo cinque anni di presidente della commissione lavori pubblici e ambiente a Firenze. Potrebbe quindi essere lui il rappresentante lucchese nella squadra di governo dell’ex presidente del consiglio regionale. Un ruolo che lo escluderebbe, con tutta probabilità, dalla corsa alla carica di sindaco di Lucca fra due anni per la quale rimane in pole position Francesco Raspini, che però alle regionali si è schierato con l’ala zingarettiana del partito, quella che spingeva per l’elezione di Francesca Fazzi contro il ticket Puppa-Mercanti. Bisognerà quindi capire le dinamiche interne al partito da qui ai prossimi mesi per capire se ci sarà scontro interno nella definizione delle candidature oppure i toni si rasseneranno e si ritroverà una dimensione meno conflittuale nel centrosinistra.

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