Regionali, Sarti: “Toscana Civica Ecologista, un risultato ingeneroso a fronte di tanto impegno civico”

Il candidato lucchese: "Almeno posto un argine all'avanzata leghista"

La Toscana è salva. Il centro-destra a trazione leghista si ferma al 40 per cento, distante otto punti da Giani e dal centrosinistra. Ha vinto la Toscana democratica e antifascista, ha vinto la Toscana che sa unire ed accogliere”, lo afferma Andrea Sarti, capolista del gruppo Sinistra civica ecologista di Lucca.

“La vittoria della coalizione è il primo fondamentale obiettivo per il quale era nato il progetto politico di Sinistra Civica Ecologista – prosegue Sarti -. Possiamo ritenerci da questo punto di vista ripagati dell’impegno profuso. Il secondo obiettivo per cui formazioni politiche e semplici cittadine e cittadini di sinistra senza una casa partitica avevano dato vita alla nostra lista, era quello di poter segnare una discontinuità politica all’interno della coalizione”.

“Ahimé questo proposito – dice – si infrange contro la durezza del dato elettorale, il 2,96 per cento attribuito a Sinistra Civica Ecologista su base regionale ci impedisce di portare le nostre istanze e le nostre idee, sostenute dal voto di quasi cinquantamila elettori ed elettrici, all’interno del consiglio regionale, il luogo dove si compiono scelte fondamentali per la vita dei toscani. Questo dato ingeneroso non tiene conto, come spesso accade del resto, dell’impegno profuso da decine di candidati e centinaia di volontari in tutta la Toscana che hanno animato una campagna elettorale intensa ma difficilissima; non tiene conto del lavoro importante che in cinque anni hanno portato avanti rappresentanti come Serena Spinelli, ogni giorno in prima linea per difendere la sanità pubblica e i diritti di tutti noi”.

“A sinistra del Partito Democratico pesa e oggi è ancor più evidente anche a livello locale la divisione in mille rivoli. Particolarmente bruciante è la contrapposizione su due fronti opposti tra la nostra lista e il gruppo di forze politiche che fa riferimento a Toscana a Sinistra e alla candidatura di Tommaso Fattori, schiacciate anch’esse su un quasi speculare 2,86 per cento. Certo le ragioni che ci hanno contrapposto sono quasi esclusivamente politiche, ma ciò non toglie che mentre la destra è capace di offrire all’interno di uno schieramento unitario varie alternative forti, il deserto a sinistra del Pd si inaridisce di tornata elettorale in tornata elettorale”, afferma Andrea Sarti.

“Questa aridità è ancora più accentuata in Provincia di Lucca dove, a differenza quasi tutti gli altri territori, Susanna Ceccardi stravince nonostante la tenuta del Pd e la nostra lista strappa uno scarno 1,87 per cento – aggiunge Sarti -. Per questo non ci consolano i discreti risultati in termini di preferenze dei nostri candidati a partire dal mio personale (791 preferenze) e quello di Daniela Grossi (529), tra i più votati a Lucca nella sinistra fuori dal Partito Democratico”.

“Ecco perché dico che la vittoria di Eugenio Giani e della coalizione di centrosinistra costituisce un dato importante ma insufficiente. Prima di discutere di alleanze tra forze politiche presenti e future dovremo occuparci dell’alleanza con i cittadini e con i loro bisogni, per stringere questo patto è necessario contrastare le diseguaglianze sociali e restituire dignità a chi l’ha persa. Non è dunque tempo di disperdere i frutti dei nostri sforzi, restiamo vigili, restiamo coinvolti è sempre un buon momento per impegnarsi, è sempre un buon momento per costruire il cambiamento“, conclude.

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