Capannori, Petrini (Fdi): “Pasticcio nell’albo pretorio on line”

Il consigliere segnala presunte irregolarità sui tempi di permanenza sul sito dei file di pubblicazione

Confusione per l’albo pretorio on line del Comune di Capannori. A renderne nota è il consigliere di Fratelli d’Italia, Matteo Petrini: “Qualche giorno fa – dice Petrini – abbiamo sottolineato come il Comune di Capannori abbia deciso di non rispondere alle note critiche dell’opposizione perchè, probabilmente, non sa cosa dire. Tuttavia, quando il guaio viene scoperto si cerca di aggiustare il pasticcio prima che i giornali ne diano notizia. Così è accaduto anche per l’Albo Pretorio on line, dove un misterioso responsabile del sistema, rendendosi conto che forse c’erano una serie di pubblicazioni prive dei file per leggerle, ha raddoppiato i loro tempi di permanenza all’interno dell’Albo Pretorio, da 15 giorni a ben 30 giorni“.

“E, non sapendo su quali atti potevano vertere le prove, tale meccanismo allargato risulta ora in essere per tutti gli atti registrati il 31 agosto: una ventina, tra determine e delibere di giunta comunale. Il rimedio però rischia di essere anche peggiore del male – aggiunge Petrini – Per acquisire esecutività legale, infatti, la norma vigente prescrive per la deliberazione che l’atto sia pubblicato, con il suo testo chiaramente leggibile, per 15 giorni consecutivi, con la specifica che detto atto diviene esecutivo dopo il decimo giorno di pubblicazione. Nel dettaglio visibile sull’Albo on line, per ognuna delle 6 delibere di giunta, registrate con il numero da 1901 a 1906 lo stesso giorno – cioè il 31 agosto 2020 – alla data del 23 settembre leggiamo: data inizio pubblicazione, 31 agosto; data fine pubblicazione, 30 settembre; data esecutività, 11 settembre”.

“Quest’ultimo dato vizia i sei atti con le gravi conseguenze del caso. Ci sono prove che, perlomeno nei giorni dal 3 al 7 settembre, mancava il file di lettura, disattendendo così gli obblighi di legge: dal 31 agosto all’11 di settembre i 10 giorni consecutivi di visibilità, correlati ai 15, mancano proprio – precisa il consigliere – Per rimediare a questo pasticcio, chi di dovere, invece di raddoppiarli ad un mese avrebbe, secondo noi, dovuto ripristinare la correttezza dei termini, revocando la procedura precedente, attestando il primo giorno di nuova pubblicazione alla data di lettura del file riapparso, garantendo per 15 giorni consecutivi la lettura dell’atto e potendo così asserire la sua vera data di esecutività, dopo il decimo giorno”.

“C’è poi un’altra cosa: il garante privacy, con nota del 27 novembre 2018, ha stabilito che i dati personali da pubblicarsi obbligatoriamente per legge, se permangono oltre i termini, divengono illeciti, con possibile lesione a rischio risarcimento – dice – Siamo sicuri che il problema non si ponga per almeno qualcuno di questa ventina di atti? L’obbligatorietà del termine dei 15 giorni è previsto dal Tuel e vale per le delibere, ma il Consiglio di Stato, già con sentenza 2195/2017, aveva riconosciuto un obbligo di pubblicazione anche per le determine dirigenziali. Che succede se paghiamo una multa in ritardo o pretendiamo di coprire 10 giorni d’assenza al lavoro, con un certificato medico che ne attesta 3? Ci dite chi è a Capannori il responsabile della gestione documentale e, soprattutto, dov’è il piano della Sicurezza del sistema di gestione informatica, previsti per legge?“.

“Nel ringraziare, ancora una volta – conclude – i cittadini che ci hanno dato fiducia e quelli che ci sollecitano attenzione, confermiamo il nostro impegno a tener sempre il fiato sul collo a chi scambia la gestione della cosa pubblica per un giocattolo dai meccanismi modificabili a piacere“.

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