Menesini: “Pd, basta beghe di corrente. Si torna a parlare con chi si sente dimenticato”

Per il sindaco di Capannori e presidente della Provincia per i dem servono "meno salotti e più attenzione ai problemi di ogni giorno"

Basta beghe di corrente, bisogna che il centrosinistra torni a occuparsi delle persone che si sentono abbandonate“. Questa la riflessione post-voto del sindaco di Capannori e presidente della Provincia, Luca Menesini.

“La frattura che il Pd deve sanare – spiega – è quella con una parte di cittadini. Vorrei che su questo si aprisse il dibattito, a livello locale, regionale e nazionale, anziché sulle beghe di corrente, che il voto ogni volta ci dimostra che non interessano a nessuno. Anche quando il Partito Democratico in particolare, e il centrosinistra in generale vince – e questo vale sia alle elezioni regionali, nazionali e comunali – non vince in alcune sezioni. Non vince, sostanzialmente, nei quartieri più periferici, nelle zone che si sentono abbandonate. E questo deve farci riflettere: forse non vince perché il centrosinistra di oggi si preoccupa molto dei “salotti” e non abbastanza delle questioni della vita di ogni giorno delle persone?”.

“Se guardo alla mia rielezione a sindaco avvenuta lo scorso anno – dice – il dato importante non è stato tanto la vittoria al primo turno, ma il fatto di aver ottenuto la maggioranza dei voti in 52 sezioni su 52. Se guardiamo elle elezioni regionali, vediamo che il traino per la vittoria sono stati alcuni territori, mentre negli altri che si sentono marginali rispetto alle decisioni che vengono prese a Firenze, ha vinto il centrodestra. Di questo ne va tenuto conto, e soprattutto impone al presidente Giani di ribaltare l’agenda politica e di dare, il prima possibile, segnali concreti dove il risultato non è stato soddisfacente”

“Penso, infatti, che l’obiettivo di chi fa politica – commenta Menesini – debba essere di fare da punto di riferimento per tutti, nessuno escluso. L’obiettivo deve essere parlare con tutti, riconoscere i diritti delle persone più fragili, affrontare le questioni più spinose, mettere le mani dove nessuno vuole metterle, e risolvere concretamente i problemi. E penso che ancor di più debba essere l’obiettivo di un partito come il Pd, che fa riferimento a valori come equità, solidarietà, libertà e sostenibilità, e che è senza ombra di dubbio il partito perno di una coalizione, mi auguro sempre più ampia, di centrosinistra”.

“Quindi, anziché discutere di fratture interne o di questioni personali – conclude – auspico, e lavorerò personalmente, perché il Pd territoriale e non solo inizi una fase di dialogo e ascolto con i cittadini, che sia sostanziale e non di forma. Un dialogo che sani quelle fratture che si sono create con alcune realtà sociali che meritano, al pari di ogni altro, di essere ascoltate e che qualcuno abbia il coraggio di cambiare quello che va cambiato“.

“Queste elezioni regionali non sono state un punto di arrivo, ma di partenza – conclude – E tutti insieme possiamo cambiare in meglio la vita di tante persone. Lavoriamo per questo e non potremo che scoprirci uniti”.

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