Bindocci e Barsanti: “Sequestro bar Monica, eccessivo il dispiegamento di forze”

I due consiglieri comunali hanno presentato una interrogazione sul caso

I due consiglieri di opposizione Massimiliano Bindocci e Fabio Barsanti hanno portato in Consiglio comunale la vicenda, stigmatizzando il dispiegamento di polizia municipale per la notifica del sequestroe annunciando un’interrogazione formale all’assessore Raspini e al Comandante del corpo.

“Ciò che abbiamo visto accadere nei confronti del Bar di Giovanni Martini – dichiarano Bindocci e Barsanti – non vorremmo vederlo più. L’utilizzo di dodici agenti di Polizia Municipale, sei in divisa e sei in borghese, per una notifica di sequestro preventivo, ci è parso sin da subito un dispiegamento di forza eccessivo, e per questo chiederemo le specifiche motivazioni e giustificazioni al comandante del corpo attraverso un’interrogazione formale. Forze che, è giusto precisarlo, sono state sottratte dal territorio per più di tre ore”.

“La notizia della revoca del sequestro preventivo da parte del riesame – proseguono i consiglieri – oltre ad essere una notizia che conferma quanto da noi sostenuto, sembra far decadere una ad una le accuse nei confronti del titolare. Questo è un importante precedente per le attività del centro storico, affinchè qualcuno non intenda intraprendere una strada di scontro tra residenti e esercenti che porti ad una troppo facile richiesta di chiusura.  Compito dell’Amministrazione deve essere adesso quello di garantire il rispetto delle regole, ma anche di trovare soluzioni di compromesso tra le esigenze dei residenti e il diritto a lavorare da parte dei residenti, senza esagerazioni né da una parte né dall’altra, soprattutto in un periodo difficoltoso come questo che ha già messo in ginocchio e fatto chiudere alcuni locali. Ci teniamo a sottolineare che siamo stati gli unici due consiglieri ad esprimere delle perplessità, ed il fatto che la giustizia ci abbia dato ragione conferma che rispetto alle nostre considerazioni, l’atteggiamento della amministrazione, che non ha voluto nemmeno replicare in Consiglio sull’accaduto, è assolutamente ingiustificato”.

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