Di Vito (SiamoLucca): “Gli ospedali lucchesi sono fermi a 6 mesi fa”

Le critiche della lista civica alla gestione dell'emergenza sanitaria sul territorio

“Mentre assistiamo alla crescita dei contagi, è del tutto evidente che in questi sei mesi a Lucca non si è costruita quella progettualità per mantenere sotto controllo la diffusione del coronavirus“. A muovere le critiche sulla gestione dell’emergenza sanitaria nel territorio il consigliere comunale Alessandro Di Vito, a nome del gruppo consiliare di SìAmoLucca e del direttivo della lista civica.

“Questo nonostante sia stata fatta tanta propaganda politica preelettorale alle regionali, come l’annuncio di oltre 50 posti letto al Campo di Marte per le cure intermedie (mai creati) e l’apertura dei 12 posti letto di terapia intensiva che poi sono stati disattivati – va avanti Di Vito -. Possiamo aggiungere poi il fatto che l’organizzazione si è fermata a un punto tamponi h/24 al Campo di Marte per la cui risposta bisogna attendere giorni . E’ del tutto evidente che fino a oggi è mancata un’unica cabina di regia che si sia occupata della questione covid, ovvero di un unità ospedale-territorio di tipo organizzativo ma anche scientifico. Si continua ancora a lavorare in modo settorializzato senza sapere quello che fa l’uno e l’altro, non è stato implementato nessun ambulatorio per il monitoraggio dei pazienti guariti dal Covid e per tutti quelli per che necessitano di una valutazione clinica e non solo telefonica. Insomma, si è pensato solo alla fase emergenziale e stop”.

Di Vito sottolinea anche ciò che è accaduto al San Luca. “L’ospedale San Luca è ancora oggi riferimento per il Coronavirus, ma questo ha comportato un rallentamento dell’attività ordinaria, e quindi ostacolato l’accesso alle cure dei pazienti ordinari – sottolinea il consigliere comunale -. Per la nuova emergenza che si è creta in questi ultimi giorni si sta agendo come a marzo: si chiude il reparto di Day Surgery, si dedicano 24 posti letti della medicina e 7 posti letto della terapia intensiva alla rianimazione, e quindi riparte il pendolarismo dei pazienti no covid verso Barga; e pensare che abbiamo i letti che vogliano a meno di due chilometri. Campo di Marte rimane un’incognita organizzativa per il trattamento dei pazienti covid nella fase acuta e sono stati di nuovo aperti 14 letti per la fase della convalescenza. Eppure come SiAmoLucca a marzo avevamo proposto di dedicare la palazzina ‘O’ del Campo di Marte ai pazienti infettati dal virus, senza essere purtroppo ascoltati”.

Per la lista civica rimane necessario creare una equipe multidisciplinare sanitaria adeguata a far fronte alla malattia, all’interno della quale vi siano operatori ospedalieri, territoriali e del dipartimento della prevenzione; implementare Campo di Marte sia come polo diagnostico territoriale che come punto di riferimento per il trattamento, oggi, dei pazienti covid19 e mantenerlo anche in futuro per qualsiasi altra emergenza biologica, consentendo un alto standard operativo al San Luca per farlo tornare a essere punto di riferimento soltanto per il territorio.

“Non come adesso che si deve caricare anche dei pazienti afflitti dal virus provenienti delle altre aree territoriali vicine. Bisogna poi lanciare politiche territoriali di prevenzione con campagne che vedano coinvolte anche le categorie commerciali artigianali, industriali in modo da evitare un secondo lockdown. Infine far sì che i dispositivi di protezione individuale siano riutilizzabili o risanificabili – conclude Di Vito -.  A tale proposito ricordiamo quello che a marzo avevamo caldeggiato l’opportunità proposta dall’azienda Cisa di Mugnano specializzata nella produzione di centrali di sterilizzazione per strumenti chirurgici in merito appunto al nuovo sistema di rigenerazione delle mascherine. Proposta mai presa in considerazione sia a livello locale che a livello nazionale, che ovviamente sarebbe ancora valida”.

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