Restrizioni per l’emergenza coronavirus, Rifondazione: “Serve la patrimoniale”

Il partito contro l'utilizzo del Mes: "Debito è e debito resta"

Nuove restrizioni per l’emergenza coronavirus, interviene anche Rifondazione Comunista.

“Come Rifondazione comunista – si legge in una nota – condividiamo le preoccupazioni del presidente della Provincia che le nuove strette dovute al Covid possano andare a colpire chi ha già duramente pagato le conseguenze della pandemia. Siamo, come lui, consapevoli che questa situazione sta creando ulteriori disuguaglianze tra le persone e chiediamo che vengano presi subito dei provvedimenti per aiutare le famiglie e i lavoratori”.

“Noi diciamo chiaramente – prosegue – che la crisi deve essere divisa fra tutti per cui è giunto il momento di  ridurre, per esempio, gli stipendi più alti o le pensioni.  Ma soprattutto è arrivato il momento di mettere una patrimoniale, a partire da un milione di euro. Tale provvedimento potrebbe portare risorse aggiuntive, per 177 miliardi e finanziare le misure sociali necessarie per fronteggiare la crisi economica. I sindaci poi dovrebbero chiedere di rimuovere definitivamente i vincoli del patto di stabilità per i propri Comuni“.

“Due considerazioni merita anche il Mes – dice Rifondazione   che dovrebbe sanare la crisi sanitaria, crisi peraltro generata molto prima del covid, dalle scelte  operate da governi e regioni. Noi pensiamo,  a differenza di molti sindaci, soprattutto del Pd, opinionisti, studiosi, che la soluzione non possa venire dai soldi del Mes. Si cerca di convincere l’opinione pubblica della bontà dell’operazione, mettendo in risalto le condizioni vantaggiose che ci vengono offerte. Noi diciamo che debito è, e debito resta. E anche se non dovremo pagare interessi o non ne dovremo pagare troppi, a seconda del tempo che impiegheremo a restituirli, sono sempre soldi che andranno ad aggiungersi a quelli che già dobbiamo. Per cui in aggiunta alla patrimoniale si dovrebbe pensare anche a ridurre le spese militari e indizzare i risparmi verso la sanità, senza contrarre nuovo debito”.

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