Rifondazione: “Coronavirus, governo scarica la responsabilità sui cittadini”

Le critiche del partito lucchese: "Nessun piano utile al paese per spendere le risorse che ci sono"

“La nuova impennata del contagio conferma le critiche che abbiamo avanzato nei mesi scorsi alla gestione dell’emergenza covid da parte di governo e Regioni e le decisioni prese dal nuovo decreto penalizzano alcune categorie, senza affrontare le cause vere del propagarsi del virus”. Così si esprime Rifondazione Comunista di Lucca.

La sanità regionalizzata – dice il partito – non riesce a garantire nemmeno il tracciamento, che dovrebbe essere alla base di qualsiasi strategia di contenimento, per carenza di tamponi e di un software e un formulario nazionale per la raccolta dei dati; per non parlare delle code per fare il tampone, della mancanza di organizzazione della medicina territoriale, della insufficiente disponibilità persino di vaccini antinfluenzali, della mancata realizzazione dei posti letto aggiuntivi di terapia intensiva programmati. Il sovraffollamento del trasporto pubblico locale è un disastro che mostra non solo incapacità di governo e regioni che fin da marzo avrebbero dovuto pianificare misure per la ripresa dell’anno scolastico, ma anche le conseguenze disastrose della politica di liberalizzazione, di taglio dei trasferimenti, di chiusura degli stabilimenti che producevano bus, di priorità alle grandi opere negli investimenti”.

“Il governo – prosegue Rifondazione – punta a scaricare sulla responsabilità di cittadine/i glissando su quella ben più rilevante delle istituzioni. Si continua a negare e oscurare il fatto che il virus si diffonde anche e forse principalmente in ambiente lavorativo e sui mezzi di trasporto utilizzati per recarvisi, e da lì poi arriva e si trasmette in ambiente familiare. Eppure non sono state attivate rigide misure di vigilanza e di sorveglianza sanitaria per verificare che nei luoghi di lavoro siano rispettate le norme di precauzione, limitandosi a mandare alle aziende dei questionari a cui rispondono le stesse imprese. Nulla è stato fatto per potenziare i servizi di medicina del lavoro delle Asl/Ats e aumentare il numero delle ispezioni. E nulla si è fatto per potenziare i servizi del trasporto pubblico. Una latitanza istituzionale che coinvolge le Regioni e il governo. Per quanto riguarda la risposta sanitaria è vergognoso che invece di procedere a assunzioni di medici, infermieri e oss si proceda con contratti precari e persino con il ricorso alle agenzie di “somministrazione” consentendo di fare affari sulla pelle di chi rischia di ammalarsi in prima linea”.

“In questa situazione il governo – commenta Rifondazione – non solo non ha utilizzato questi mesi per affrontare sul serio le criticità del sistema sanitario nazionale e della prevenzione, ma non ha nessun piano utile al paese per spendere le risorse che ci sono. Da un lato tiene una posizione prona di fronte alle richieste di assistenzialismo solo per milionari e imprese di cui si fa portatrice Confindustria e dall’altra pare non essere in grado di utilizzare il complesso del denaro stanziato dall’Unione Europea. Circa metà dell’ammontare complessivo non andrebbe a coprire nuovi investimenti ma semplicemente la ricontrattazione dei debiti precedentemente contratti”.

“Siamo di fronte – conclude la nota – ad una follia destinata ad aggravare pesantemente la crisi del paese. Per questo noi riteniamo necessario che non solo tutti i soldi stanziati dall’Unione Europea – ovviamente senza prendere in considerazione la trappola del Mes – ma anche quelli derivanti dall’istituzione di una indifferibile tassa sulle grandi ricchezze – siano utilizzati per mettere in sicurezza il popolo italiano sul piano sanitario e sociale e fare una grande riconversione ambientale delle produzioni”.

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