Sostegno alle imprese, il neoassessore Chiara Martini: “Al lavoro per tenere in piedi il tessuto economico e sociale”

Mercoledì (28 ottobre) la presentazione con le associazioni di categoria per illustrare il percorso strategico che il Comune intende perseguire per far fronte alla crisi

L’amministrazione comunale è al lavoro con le associazioni di categoria e non solo per capire quali misure mettere in campo per sostenere le attività più colpite dal nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri.

È quanto anticipato dalla nuova assessora con delega alle attività produttive e allo sviluppo economico Chiara Martini, che proprio insieme alle associazioni di categoria mercoledì (28 ottobre) oltre a presentare il percorso del nuovo assessorato annuncerà le idee strategichje che il Comune intende intraprendere anche alla luce delle nuove disposizioni.

“Siamo tutti molto spaventati dopo l’annuncio dell’ultimo decreto – commenta Martini – Se da una parte era necessario prendere misure restrittive per evitare che il sistema sanitario collassasse dopo un verticale aumento dei contagi, dall’altra le scelte prese vanno a impattare fortemente e mettono in difficoltà categorie già colpite duramente dalla crisi economica generata dalla prima ondata”.

“Stiamo lavorando senza sosta con le associazioni di categoria per mettere in campo misure che diano sollievo e incentivino le attività e che allo stesso tempo siano sostenibili – prosegue Martini – La volta scorsa abbiamo fatto una manovra straordinaria e chiudere il bilancio del 2021 sarà difficilissimo. Nonostante questa difficoltà noi stiamo valutando tutte le misure per far rientrare tutti i settori nel supporto perché non ci sono solo ristoranti e bar. Ci sono i negozi di abbigliamento. C’è il settore culturale. Ci sono gli artisti di strada. Ci sono le aziende che hanno aperto corsi di formazione e non sanno se riusciranno a pagare l’affitto. Oggi e domani abbiamo gli ultimi accertamenti con gli uffici per verificare gli ultimi dati e fare una sintesi con tutte le associazioni di categoria e non solo per trovare misure semplici che tengano conto in vari modi di tutto il tessuto economico e sociale di Lucca”.

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