Toscana zona rossa, Fantozzi (Fdi) elenca le priorità per le attività produttive

Il neo vicepresidente della commissione in Regione: "Interventi urgenti soprattutto per le piccole e medie imprese"

Zona rossa in Toscana, le preoccupazioni del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Vittorio Fantozzi.

“La zona rossa in Toscana – sostiene il vicepresidente della commissione sviluippo economico – l’emergenza sanitaria, la paura diffusa hanno messo in quarantena anche il mondo del lavoro, delle imprese, del turismo, della libera circolazione delle persone, con conseguenze che stanno mettendo in ginocchio l’economia dei territori. L’emergenza sanitaria non deve oscurare l’emergenza economica, sono due facce della stessa medaglia, dobbiamo fare il possibile perché l’attuale crisi economica non si trasformi in una tragedia programmando la nostra attività non solo in direzione del supporto al mondo produttivo toscano nella fase della crisi ma preparandolo al dopo. Fratelli d’Italia lavorerà affinché siano prese decisioni rapide ed efficaci a sostegno di categorie economiche e imprese che aspettano decisioni importanti per il presente e per il loro futuro, per essere pronte ad intercettare la ripresa economica”.

Il consigliere Fantozzi analizza quindi gli interventi necessari per i vari comparti produttivi e per le varie attività. “C’è bisogno di interventi urgenti soprattutto per il comparto delle piccole e medie imprese su cui si regge il tessuto economico toscano. Contributi a fondo perduto, sgravi, incentivi. Serve più impresa per avere più Toscana, una politica economica basata sulla difesa del lavoro, dell’industria e dell’agricoltura locale. Fondamentale sostenere i piccoli borghi, un panorama unico che il mondo ci invidia. Difesa del piccolo commercio e sostegno all’artigianato di qualità come caratteristica della forza produttiva regionale. Salvaguardia della cultura rurale e delle attività che ne sono portatrici”.

“E ancora – prosegue Fantozzi – sostegno alla produzione industriale e agricola riconoscibile come marchio Toscana. Si deve revisionare il Programma di sviluppo rurale utilizzando le risorse residue i settori maggiormente in affanno. Pensiamo alla filiera lattiero casearia che a seguito dell’emergenza si è vista chiudere alcuni canali di distribuzione. La Regione Toscana deve intervenire con il governo per mettere a disposizione un fondo per l’acquisto a favore di indigenti di formaggio toscano come è stato per il pecorino romano. Anche un incentivo al consumo di prodotti agricoli a chilometri zero. La caccia ed i cacciatori non vanno abbandonati al loro destino. Il blocco dell’attività venatoria si tradurrebbe in una grave perdita economica per l’intero indotto e allo stesso tempo impedirebbe il controllo e la riduzione della presenza di ungulati sul territorio. Per concludere servono incentivi all’occupazione giovanile, zero tasse per le imprese giovanili e la riconversione delle attività produttive a elevato impatto ambientale, sostenendo le energie rinnovabili”.

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