Professionisti sulla manifattura sud: “Serve una soluzione alternativa, di pubblico interesse e di prospettiva”

Giorgi, Cecchini e Stefani: "Finalmente il Comune si è accorto che la proposta di project financing di Coima e Fondazione andava bocciata"

“Apprendiamo con piacere dalla stampa che la proposta di project financing per l’ex Manifattura Sud è saltata. E questo è un bene, e non possiamo che accogliere questa scelta con grande favore. Del resto non poteva che essere così per una proposta talmente impudente da pensare di svuotare le casse del Comune, di condizionare le scelte sulla mobilità per i prossimi cinquanta anni, di condizionare il prezzo della sosta in una intera porzione di città, di concentrare lì tutte le manifestazioni ed eventi, per giunta evitando il pagamento della Cosap”. Lo sostengono Lodovica Giorgi, Elvio Cecchini e Pierluigi Stefani, che stanno seguendo da vicino le vicende legate al futuro dell’ex Manifattura Sud.

“Finalmente anche l’amministrazione si è accorta –  prosegue la nota – a dire il vero con un certo ritardo da quel febbraio scorso in cui è stata depositata – che si trattava di una proposta da respingere in toto. L’amministrazione dunque, seppure in ritardo, sembra aver imboccato la giusta direzione. Ci dispiace però che la giunta Tambellini neghi il contributo fondamentale che a tale scelta ha senz’altro fornito il dibattito cittadino, ci dispiace che insista nel voler delegittimare tutti quei cittadini, di ogni colore e appartenenza, che hanno studiato e svelato alla città i contenuti di quella proposta, ci pare davvero inadeguato questo comportamento da parte di una amministrazione che della trasparenza e partecipazione ha sempre fatto i suoi cavalli di battaglia. Non che ci aspettassimo un ringraziamento, ma certo non ci attendevamo le offese”.

“Ora la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, tramite Coima, forse presenterà una nuova proposta, una proposta che ci auguriamo non dimostri quella protervia che ha caratterizzato la prima, ma che al contrario tenga conto della necessità di valorizzare e di rendere fruibile alla città un bene con vincolo culturale, profondamente identitario per i cittadini lucchesi e strategico per le future scelte amministrative – proseguono i tre professionisti Giorgi, Cecchini e Stefani, e avanzano proposte di finanziamento – Ci permettiamo di suggerire al Comune di coltivare anche altre strade oltre a quelle che proporrà il tandem Coima/Fondazione: c’è Cassa depositi e prestiti che è intervenuta, insieme a molte fondazioni bancarie, nella riqualificazione di pressochè tutte le ex manifatture in Italia, a condizioni senz’altro meno onerose di quelle che può porre un privato investitore; ci saranno a breve disponibili, come risulta dalla ricerca effettuata da Nomisma di cui dà conto il Sole24ore, ‘importanti risorse pubbliche (debito pubblico, recovery fund, fondi strutturali 2021-2027)’, che, unitamente ai vantaggi derivanti dagli investimenti anche privati legati alla riqualificazione energetica ed antisismica degli edifici, potranno consentire di mantenere pubblica auspicabilmente in tutto o quantomeno in parte la porzione sud della ex Manifattura”.

E concludono: “Cerchiamo, per Lucca, la soluzione migliore, la soluzione che consenta la piena riqualificazione del bene, nel rispetto delle sue caratteristiche di pubblico interesse, alle condizioni meno onerose per la città e consentendo la più ampia fruibilità per i cittadini. E cerchiamo di inserire questa progettazione entro il più ampio disegno di riprogettazione della città, del suo sviluppo, del suo futuro. Chiediamoci dove la città vuole andare e come la riqualificazione della manifattura si colloca in questo disegno strategico. Il problema non è la manifattura in sé, il problema è il disegno strategico per Lucca di cui la riqualificazione della Manifattura costituisce, vista la sua dimensione e la sua collocazione strategica, un perno fondamentale”.

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