Manifattura sud, tre ex candidati sindaco: “Illegittima la perizia del Comune per stimare il valore immobiliare dell’edificio”. Il Comune: “Fatta da un esperto iscritto all’elenco dei periti”

Per Barsanti, Bindocci e Santini nuove ombre sull'operazione: "Rischio svendita a 187 euro a metro quadro". L'amministrazione respinge ogni dubbio

La perizia con cui il Comune ha fatto stimare il valore immobiliare dell’ex Manifattura per cederne la proprietà è completamente fuori dalle norme regolamentari e di legge, e getta un’altra grave ombra su tutta l’operazione”. A compiere l’ennesimo intervento sulla vicenda che da settimane sta facendo discutere la città, sono gli ex candidati sindaco Massimiliano Bindocci, Fabio Barsanti e Remo Santini, dopo che sulla questione è stata presentata un’interrogazione urgente all’amministrazione Tambellini.

“Il regolamento comunale per l’alienazione dei beni immobili prevede infatti che il prezzo di stima possa essere stabilito solo attraverso una perizia giurata redatta da un professionista iscritto all’albo dei consulenti tecnici del tribunale – attaccano i tre esponenti -.Quella per l’ex Manifattura non lo è, e già questo stabilisce come sia quindi non corretta a rappresentare il reale valore del complesso. Ma c’è di più: oltre a non essere giurata, la perizia contiene perfino una manleva di responsabilità per eventuali errori del professionista incaricato dal Comune, pesanti limitazioni alla sua divulgazione e quindi incomprensibili clausole di segretezza”.

Bindocci, Barsanti e Santini pongono anche altri interrogativi. “Da quanto abbiamo potuto appurare dopo aver letto questo documento, la valutazione immobiliare fatta sull’ex Manifattura mostra evidenti anomalie per quanto riguarda il prezzo di stima – proseguono i tre consiglieri – In quanto il valore risulterebbe molto superiore ai 3 milioni e 200mila euro contenuti nella proposta di Coima, che prevede la cessione dell’immobile a titolo di contributo. Si badi bene, questa circostanza comporterà un problema anche per il nuovo progetto che la società di Milano e la Fondazione Cassa stanno a quanto pare elaborando, perché è alla base di tutta la procedura, e dunque non legata a modifiche sul piano delle realizzazioni previste nell’ex opificio”.

Gli ex candidati sindaco concludono con un’ulteriore considerazione. “L’unità tecnica finanza di pèrogetto del ministero delle infrastrutture, ha stabilito che la procedura del project financing deve necessariamente permettere di ottenere la massima valorizzazione del bene e – terminano Bindocci, Barsanti e Santini –  che deve fondare la propria legittimità sulla corretta valutazione immobiliare del patrimonio pubblico dismesso. Settimana dopo settimana si scoprono nuovi aspetti della vicenda che ci lasciano allibiti, e sembrano rivelare una sfrontatezza nei comportamenti tenuti dall’amministrazione Tambellini. A quale scopo? Per portare a termine l’operazione a tutti costi, a rischio di svendere per sempre la proprietà dell’immobile ad una cifra irrisoria, ovvero 187 euro al metro quadro?”.

La risposta del Comune

Non si fa attendere la risposta alla polemica da parte del Comune di Lucca che in serata fa presente con una nota che “la perizia di stima sulla parte sud della Manufattura è stata condotta dal geometra Danilo Evangelisti, uno dei più importanti esperti di estimo a livello locale. Il professionista in questione, non solo è iscritto nell’elenco dei periti del tribunale di Lucca dal 1985, ma possiede diverse abilitazioni e certificazioni in materia estimativa e ha un curriculum più che adeguato all’incarico che ha svolto”.

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