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Salviamo la manifattura: “Comune spende soldi della collettività per affidare perizie inutili”

Il coordinamento dopo la risposta del sindaco alle polemiche: "Si vuole impedire alla città il dibattito sul destino del bene"

Prendiamo atto che il Comune, sulla Manifattura, affida consulenze inutili, ovvero stime a valore di mercato di immobili che poi sul mercato non ci andranno, così per la curiosità di sapere quanto vale un suo immobile. Eppure nel 2017, quando c’era da metterne all’asta una parte, la stima di 5 milioni la fece un dipendente interno, senza spendere soldi dei cittadini…”.  Arriva a stretto giro di posta la replica del coordinamento Salviamo la Manifattura al sindaco Tambellini, che sostiene come la perizia non giurata sul complesso che si vuole vendere osservi le norme.

“Ci permettiamo di consigliare al Comune di Lucca di usare maggiore accortezza nella gestione del denaro, non si sa mai che alla Corte dei Conti venga la voglia di controllare – attacca la nota – In fondo questa stima informale dell’ex manifattura Sud è costata ‘solo’ 24741 euro. Forse li paga direttamente il dirigente responsabile o il sindaco? Constatiamo che casualmente, solo pochi mesi dopo questa informale stima, Coima ha presentato una proposta di project che contempla quale contributo del Comune la proprietà della Manifattura proprio al prezzo indicato in quella stima. Insomma, non si capisce come mai, se il Comune procederà a realizzare una perizia giurata soltanto al termine del procedimento amministrativo, ci sia stato bisogno di richiedere poco tempo prima una perizia semplice,  anticipando un giudizio che poi sarà oggetto di un altro atto. Anche in questo caso – salvo che non vengano dimostrate doti divinatorie di Coima stessa – ci permettiamo un consiglio: l’amministrazione conservi con maggior cura i propri documenti, a maggior ragione quelli che sono stati coperto da segretezza da chi li ha redatti”.

Il coordinamento Salviamo la Manifattura prosegue nella sua analisi. “È il Comune poi che ha messo sui giornali il nome del professionista incaricato, evidentemente la segretezza vale solo per qualcuno – si aggiunge nella presa di posizione – E il costo della bonifica? La sue modalità di determinazione? La titolarità dell’obbligo di provvedervi? La giunta Tambellini non risponde. Anche qui lasciamo a Coima una qualche fantasiosa decisione? Che magari questo costo spetti al Comune piuttosto che all’inquinatore? E vada dunque detratto dal prezzo che forse in futuro sarà determinato in coerenza al regolamento? Oppure che spetti al ministero delle finanze precedente proprietario del bene e probabile responsabile dell’inquinamento? Può essere che anche questo accada, questo project è una miniera di ardite costruzioni”.

Il coordinamento Salviamo la Manifattura conclude commentando le parole del sindaco. “Notiamo poi che la Fondazione è divenuta secondo lui un ‘privato investitore’ – termina la nota -. Che ingenui, noi pensavamo fosse un’istituzione benefica, dedicata alla gestione e devoluzione del frutto dei risparmi dei lucchesi. Pensavamo che quei soldi fossero un patrimonio collettivo dei lucchesi. Non si smette mai di imparare. Dobbiamo infine constatare che Tambellini, dopo che la città è venuta a conoscenza del progetto non per sua voce, ma dalle parole del ragionier Marcello Bertocchini, vuole oggi impedire alla città ogni dibattito sul destino della Manifattura, trincerandosi dietro la consueta lamentazione di miseria e non accettando alcuna possibilità di discutere le possibili alternative. Qui l’ironia ci viene meno, subentra solo una profonda arrabbiatura”.

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