Uniti per la Manifattura: “Solo modeste correzioni nella nuova proposta di Coima”

Prosegue la polemica contro il progetto: "Sia il Comune a predisporre l'ipotesi di project financing"

Manifattura sud, interviene ancora Uniti per la Manifattura dopo la presentazione della nuova proposta di project financing di Coima e Fondazione Crl.

“È sconfortante vedere – dicono dal gruppo – che sono occorsi ben 9 mesi (la proposta di project financing è del febbraio 2020) ed una mezza sollevazione popolare, che ha visto protagoniste associazioni, comitati e singoli cittadini, perché l’amministrazione comunale in carica realizzasse che il project financing in questione era da bocciare. Peraltro, poiché riconoscere umilmente i propri errori è, per questa amministrazione comunale, un vero e proprio peccato capitale, ecco che prontamente arriva il comunicato della maggioranza per precisare che – a suo dire “l’amministrazione…,ha sempre mantenuto la linea iniziale: verificare la fattibilità giuridica ed economica di un accordo solo dopo aver dato vita a tutte le modifiche del piano iniziale secondo le indicazioni ritenute necessarie e, se condivise, costruire poi il bando di gara… La lettera inviata a Coima non è altro che un tassello del percorso…”. In realtà non è così”.

“Inizialmente e quantomeno fino a settembre 2020 – spiega Uniti per la Manifattura – l’amministrazione comunale in carica ha ritenuto sostanzialmente accoglibile il project financing che le era stato proposto, tanto da approvare a settembre 2020 un’apposita variante urbanistica ad hoc (procedura non banale o di routine, oltre che complessa per adempimenti e costi), mentre con la recente lettera di ottobre, con la quale il sindaco ha richiesto a Coima una nuova proposta di finanza di progetto, precisando che non si tratterà di un mero aggiornamento della precedente proposta, il project financing in questione può dirsi definitivamente  bocciato. Infatti, con la sua lettera, il sindaco Tambellini ha messo in discussione l’oggetto stesso del project financing, ovverosia i parcheggi. Secondo quanto si legge sulla stampa locale, infatti, il sindaco Tambellini, nella sua lettera, ha evidenziato radicali criticità del progetto consistenti nell’inserimento nell’area di intervento delle aree a parcheggio di via del Pallone e di piazza Cittadella e gli effetti negativi che il progetto avrebbe sul bilancio di Metro srl (e, di riflesso, sul bilancio del Comune di Lucca) in conseguenza del passaggio della gestione dei parcheggi in loco da Metro srl al soggetto indicato nel project”.

“In conclusione – dice Uniti per la Manifattura – poiché l’oggetto del project financing in questione sono solo e soltanto i parcheggi, la loro messa in discussione implica evidentemente la definitiva bocciatura del progetto; la porzione sud dell’ex Manifattura, infatti, non è oggetto del project, ma viene presa in considerazione solo come contributo che il Comune di Lucca dovrebbe versare per assicurare l’equilibrio finanziario dell’operazione (in altre parole il Comune di Lucca dovrebbe compartecipare al project con un proprio contributo, ma – anziché corrispondere tale contributo in denaro – dovrebbe cedere la proprietà della porzione sud dell’ex Manifattura). Quindi delle due l’una: o la maggioranza – con il proprio comunicato – tenta di coprire gli errori compiuti, negando l’evidenza, oppure e peggio ancora non ha ancora compreso, dopo mesi, l’esatta portata tecnico-giuridica dell’operazione. D’altronde, l’amministrazione comunale in carica sembra navigare a vista, come comprovato anche dalla richiesta contenuta nella lettera del sindaco a Coima e nella quale si sollecita Coima a presentare una nuova proposta di finanza di progetto, come se project financing non fosse una procedura dettagliatamente regolamentata dalla legge nei presupposti, nelle procedure e nei temp”i.

Due sono infatti le ipotesi di project financing previste dalla legge, ognuna dettagliatamente regolamentata – spiega Uniti per la Manifattura –  Una prima ipotesi ad iniziativa privata (come quella di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Coima) e così articolata: proposta di project da parte del privato; valutazione della sua fattibilità da parte dell’amministrazione nel termine perentorio di 3 mesi; eventuale richiesta di modifiche al progetto presentato e, completato il tutto, messa a bando del progetto. Una seconda ipotesi, tra l’altro la più comune, su iniziativa dell’amministrazione, che predispone un progetto e lo mette a bando. Il sindaco Tambellini, sollecitando Coima a presentare un nuovo progetto imbocca invece una terza via non prevista dalla normativa; terza via che oltre a non essere prevista dalla normativa, comprova anche l’incapacità di questa amministrazione di elaborare un proprio progetto, abdicando alle proprie prerogative e delegandole al privato”.

“A fronte di tutto ciò – prosegue la nota – giunge ieri il comunicato stampa della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che annuncia di aver presentato “una nuova proposta di project financing”, che però in realtà – da quanto si può leggere nel comunicato stesso – altro non è che la riproposizione del medesimo iniziale project con alcune modeste correzioni. A questo punto ci chiediamo quale sarà l’atteggiamento dell’amministrazione comunale e, soprattutto, se sarà coerente con quanto richiesto nella lettera inviata a Coima in ottobre e nella quale – come apparso il 16 novembre sulla stampa locale – il sindaco chiedeva invece una vera e propria nuova proposta di finanza di progetto, precisando che non si sarebbe trattato di un mero aggiornamento della precedente proposta”.

“Da parte nostra un suggerimento – conclude la nota – il Comune di Lucca segua quella che – come sopra evidenziato – è l’ipotesi più comune di project financing ovverosia un project financing predisposto dall’amministrazione comunale“.

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