Manifattura sud, la sigla ambientalista Sequs: “Bisogna ripensare la rigenerazione degli spazi in altro modo”

L'intervento: "Comune abdica alle proprie prerogative a favore di interessi privati"

Manifattura sud, interviene una nuova sigla. È Sequs Lucca, acronimo di ‘sostenibilità, equità, solidarietà’, soggetto politico che si prpone una rigenerazione ambientale, sociale ed etica a partire dal basso.

“Riguardo alla manifattura tabacchi – è il commento – è necessario puntare il dito contro la modalità, oramai divenuta consuetudinaria da parte delle amministrazioni locali, di abdicare alle proprie prerogative a favore di interessi privati, ciò che viene dalle stesse giustificato dall’assenza di disponibilità economiche, mantra di ogni operazione pubblica. E così succede che di pubblico rimane ben poco, poiché il privato, interessato di turno, si sostituisce ad esso. E così, sempre secondo il solito copione che si ripete, il pubblico, anzi il privato, propone un progetto, di cui esalta la sostenibilità ecologica e il bene pubblico, quando è evidente il suo reale obiettivo sia il profitto“.

“Quale interesse pubblico – prosegue la nota – e quale profilo ecologico è presente nella privatizzazione e potenziamento di parcheggi interni alla città? Quale interesse pubblico e quale profilo ecologico è presente nella privatizzazione e ristrutturazione e trasformazione (con qualsivoglia tipo di criterio, anche il più avanzato ci sia) di un edificio di interesse storico e culturale appartenente alla onorevole storia della città di Lucca, in mega-condominio/centro commerciale? La domanda vera è, quando cominceremo a vedere qualcosa oltre queste modalità, dove ecologico si intenda conservazione a fini culturali (anche turistici), limitare e non potenziare il traffico automobilistico?”.

“E siccome sembra che il punto siano i parcheggi – conclude Sequs – noi diciamo che trasformare le strade, le piazze in uno scolo per auto significa sottrarle alla cittadinanza: i parcheggi sono l’emblema della sottrazione di suolo pubblico da parte delle autovetture private; bisogna ripensare la rigenerazione degli spazi cittadini in altro modo, completamente opposto a quello che ispira questo progetto, in funzione di una vita sociale sganciata dalla mercificazione coatta imposta da una visione politica che dovrebbe far parte del passato”.

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