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Società partecipate, si riaccende lo scontro in consiglio comunale

Gesam Reti, Lucca Crea, nomine e stipendi: in aula le diverse posizioni di maggioranza e opposizione. Il sindaco: "I nostri risultati sotto gli occhi di tutti, parliamone in un'assise straordinaria"

Società partecipate, un tema mai neutro per il consiglio comunale. Anche questa sera (15 dicembre) si è consumato lo scontro fra maggioranza e opposizione sul tema in occasione della “relazione sull’attuazione del piano delle partecipazioni pubbliche 2020”. Maggioranza e opposizione si sono scontrati su diverse questione, prima su tutte il futuro di Gesam Reti spa.

Ad illustrare il punto è l’assessore Giovanni Lemucchi, che lo aveva già fatto nel primo pomeriggio nell’apposita commissione: “Dalle risultanze delle verifica effettuata dagli uffici – spiega l’assessore e vicesindaco – da parte nostra non si ritiene necessario procedere ad ulteriori azioni di razionalizzazione come quelle realizzate, anche pesantemente, negli anni passati. Sono state concretizzati nel tempo, fin dalla prima amministrazione Tambellini, tutti quei provvedimenti prefissati negli ultimi anni. Gli obiettivi che ci eravamo prefissaii erano tre: l’aderenza delle società al quadro normativo e alla legge e che la razionalizzazione portasse ad una maggiore efficacia dei servizi e riduzione dei costi. Ciò che è stato fatto negli ultimi anni è qualcosa di importante e ci offre una base solida per affrontare anche la situazione attuale di difficoltà per la pandemia. Dal punto di vista delle partecipate il 2019 è stato un anno di risultati eccellenti e questo è la dimostrazione che il programma pluriennale ha funzionato. All’interno del documento in approvazione ci sono cinque società che sono in via di liquidazione o di dismissione. La cosa da segnalare è quella relativa a Lucca Crea, dove c’è da fare una valutazione sulla possibilità di superare l’eventuale connotazione di società in house. Per il resto aggiorneremo il consiglio sulla questione Gesam Reti. Ci tenevo a ringraziare gli uffici e gli amministratori per il lavoro”.

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La discussione non può che sollevare le polemiche dell’opposizione che, nelle sue diverse forme, presenta una serie di eccezioni alla posizione della maggioranza rappresentata dal vicesindaco Giovanni Lemucchi.

Società partecipate: l’amministrazione Tambellini ha distrutto un sistema che ha prodotto negli anni ricchezza ed occupazione per il territorio lucchese”. È questa la posizione dl capogruppo di Fdi Marco Martinelli che non usa mezze misure.

“In particolare – ha aggiunto Martinelli – questa amministrazione è andata ad incidere negativamente su Gesam Spa. Prima si è proceduto alla vendita di Gesam Gas e Luce con Lucca Holding che ha portato a supporto della vendita della società Gesam Gas e Luce un sunto di una sentenza del Tar della Puglia che riguardava la vendita da parte della Regione Puglia di un centro termale. Oggi – ha proseguito il capogruppo Fdi- l’amministrazione intende proseguire lo smantellamento di Gesam Reti Spa. Infatti già dallo scorso anno i vertici della società Gesam Reti Spa sono impegnati nell’individuazione di un percorso che verosimilmente porterà Gesam Reti Spa a confluire in una grande società dove Lucca Holding andrà in minoranza privando Lucca del controllo anche di questa società. E’ fondamentale- ha concluso Martinelli- che il consiglio comunale sia coinvolto non a cose fatte ma su ogni passo che l’amministrazione comunale intenderà intraprendere”.

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La risposta del consigliere Claudio Cantini, che aveva prima illustrato l’iter in commissione non si fa attendere. Cantini risponde in particolare all’accusa di non aver voluto calendarizzare la questione di Gesam Reti, della gara provinciale per la gestione delle reti del gas e della scelta dell’advisor per seguire la pratica in commissiomne: “La commissione è sempre stata informata di quanto avveniva nella società – dice il presidente della commissione comunale – Martinelli è a conoscenza di tutto e appena ci saranno novità verrà informato. Non abbiamo mai nascosto niente. Abbiamo solo chiesto ai consiglieri richiedenti di aspettare pochi giorni in modo da non far riunire una commissione inutile, che rappresenterebbe, al momento presente, una cosa da evitare, in attesa dell’esito del bando per il consulente in vista della gara”.

Cantini entra anche sul tema generale: “Ricordo al consigliere Martinelli – analizza Cantini – che al nostro primo anno di amministrazione, per fare un esempio, Clap era sull’orlo del fallimento. Oggi le società partecipate del Comune sono tutte in attivo e i cittadini risparmiano un monte di soldi per la razionalizzazione e il risparmio sulla governance. Sulla galassia Gesam – ritorna sul tema ‘caldo’ – le leggi sono leggi, il Comune non può tenere società che hanno finalità economiche e per questo c’è stata la dismissione di Gesam Luce e Gas. Peraltro se le quote non fossero state vendute in quel momento, avrebbero avuto un valore molto inferiore più tardi, vista la pandemia. Caro consigliere Martinelli, i numeri non mentono”.

Critico anche il consigliere Enrico Torrini del gruppo misto: “Anche io sono sempre stato contrario alla vendita di Gesam Gas e Luce. In linea generale, invece, le commissioni richieste non vanno rifiutate, non è una questione corretta”. Il presidente Cantini non ci sta: “Le commissioni su Gesam sono sempre state fatte – ribaatte – ma al momento non ci sono novità. Aspettiamo che termini la gara per l’advisor prima di convocare la commissione”. Una gara che, come dirà l’assessore Lemucchi, vedrà l’assegnazione dell’incarico prima della fine dell’anno”.

Sul punto critica anche l’altra consigliera del gruppo misto Cristina Consani: “Una commissione in più – spiega – non era uno spreco di tempo e soldi, un argomento così importante merita attenzione”.

La discussione ha poi affrontato anche il tema dei compensi agli amministratori unici e ai consiglieri dei Cda delle società partecipate. La razionalizzazione e la necessità di risparmiare sui costi delle partecipate ha ridotto di molto i gettoni. Secondo i consiglieri Nicola Buchignani (Fdi) e Remo Santini (SiAmo Lucca), che pur sposano la tesi della necessità che le partecipate non siano il parcheggio degli esclusi dalle cariche politiche, “allontana” i professionisti di livello dalla volontà di accettare l’incarico. Santini ha poi ricordato la polemica degli anni passati sulle nomine, effettuate nonostante audizioni definite dall’ex candidato sindaco “imbarazzanti).  In parte d’accordo, sul tema degli emolumenti, il presidente della commissione partecipate Claudio Cantini, che appoggia la necessità, a conti sistemati, dell’aumento dei compensi, difendendo comunque il percorso avviato dall’amministrazione.

Per il consigliere Giovanni Minniti della Lega: “le problematiche relative ai servizi offerti ai cittadini sono state sempre più frequenti e questo dipende anche dalla cattiva organizzazione delle aziende partecipate. Sono lasciate allo sbando”.

Sull’argomento interviene anche il consigliere del Movimento Cinque Stelle, Massimiliano Bindocci, che fa un lungo e approfondito excursus sul tema. Da una parte il rappresentante pentastellato riconosce la razionalizzazione del sistema realizzata dall’amministrazione Tambellini, dall’altra invita la maggioranza ad essere coerente fino in fondo rispetto alle proprie scelte.  “Le partecipate – spiega Bindocci – erano diventate anche a Lucca la fogna della lottizzazione politica, dove si davano incarichi importanti ai primi dei non eletti. Anche a Lucca ci sono stati dei problemi in passato, basta guardare i bilanci e i risultati. Ci sono stati dei vcasi virtuosi, senza dubbio, ma anche degli esempi imbarazzanti. Complessivamente il lavoro fatto in questi anni ha migliorato la realtà, anche se soprattutto grazie alle normative nazionali. Quanto alla maggioranza la strada per la trasparenza è ancora lastricata e in salita. Restano, infatti, una serie di problemi: penso alla nomina di Lucca Crea, che non ha reso merito neanche alla professionalità della persona che è stata nominata solo perché prima delle non elette del Pd nel consiglio regionale”.

Anche per il consigliere di Casapound, Fabio Barsanti “un’eccessiva razionalizzazione dei costi ha portato ad una minore ‘professionalità’ all’interno dei cda delle partecipate. Le tempistiche della nomina di Lucca Crea sono da stigmatizzare, poi: ricordo ancora il comunicato con le critiche al presidente Mario Pardini per aver partecipato a un comizio della Lega: qui c’è stata un po’ di ipocrisia da parte del Pd, visto anche le scelte fatte successivamente”. Barsanti introduce anche il temadei costi per la nuova sede di Sistema Ambiente, nel pomeriggio già avanzato da SiAmo Lucca: “Come mai – si chiede Barsanti – rispetto a due anni fa i costi sono lievitati così notevolmente? È solo dovuto alla scelta ‘green’ nell’edificazione della struttura?”

L’assessore e vicesindaco Giovanni Lemucchi risponde a tutte le polemiche: “I numeri parlano chiaro – dice – ed invito tutti ad approfondire i bilanci di tutte le società. Le società, è ovvio , che sono in continua evoluzione e la pandemia ci mette sicuramente in difficoltà, ma stasera sono state dette delle cose che non rispecchiano la realtà. Rivendico tutto il lavoro fatto a partire dal 2012, un percorso che non è stato affatto facile. E di questo dobbiamo dare merito anche agli amministratori. Sulle nomine sono sempre rispettate le normative di legge: sulla qualità delle persone rispondono i risultati. Su Gesam ripeto: qualsiasi novità ripasserà sempre dal consiglio comunale e non abbiamo inten zione di nascondere nulla, tanto più che la gara per la scelta dell’advisor si concluderà entro la fine dell’anno, quindi mancano soltanto poche settimane. Sulla questione della sede di Sistema Ambiente risponderà l’assessore Raspini, che a breve approfondirà il tema”.

Sul punto all’ordine del giorno interviene anche il sindaco Alessandro Tambellini con un lungo excursus sullaa storia delle società partecipate che si conclude con una proposta: “Ricordo – dice il primo cittadino – che quando entrammo in comune nel giugno del 2012, dopo cinque giorni arrivò da me l’amministratore di Clap per dirmi che la società era tecnicamente fallita. A Lucca, come si dice, non c’era un soldo per far cantare un cieco”. E poi il lungo elenco di criticità affrontate: “Vogliamo parlare per esempio – dice – del Polo Fiere, dei suoi mancati risultati e dei costi della direzione del passato? Ai consiglieri sfuggono diverse cose. I professionisti che lavorano nelle partecipate sono pagati poco, sono d’accordo: di questo ridiscuteremo quando arriveranno tempi migliori per il nostro Comune”.

Sul tema della galassia Gesam il primo cittadino è categorico: “Non vogliamo svendere il patrimonio Gesam”. E poi si allarga ad altri temi caldi: “Sul teatro del Giglio – dice – dobbiamo fare un salto di qualità, pensare più in grande e cambiarne anche la struttura di azienda speciale: ma tutti noi siamo pronti per questo?”. “Sul tema delle partecipate – prosegue – abbiamo fatto tanta fatica. Voglio ricordare per esempio  anche che il Ctt Nord, creata con fatica, è una società sana”. Poi conclude con la proposta, che troverà l’accoglimento del consigliere Bindocci, nell’ambito di una completa analisi delle diverse società in cui il Comune possiede delle quote: “Sono pronto – dice – ad un consiglio straordinario per dibattere sulla condizione delle partecipate che abbiamo ereditato”.

Il consigliere Remo Santini risponde al sindaco: “Come detto dal consigliere Barsanti, su certi argomenti il canovaccio del primo cittadino è sempre lo stesso – dice il leader di SiAmo Lucca – L’amministrazione Tambellini governa da 8 anni, non da pochi mesi. E intanto in due anni sono più che raddoppiati i costi per la nuova sede di Sistema Ambiente. Un consiglio straordinario sulla partecipate? Sì, ma concentriamoci su questi ultimi 8 anni e sulle scelte fatte. Servono politiche di più ampio respiro. E nella maggioranza serve maggior spirito autocritico”.

SiAmo Lucca: “Più che raddoppiati in due anni i costi per la nuova sede di Sistema Ambiente”

Il punto all’ordine del giorno è stato poi posto al voto e la relazione è stata approvata con 20 voti favorevoli, 11 contrari e 1 astenuto.

A seguire il consiglio comunale ha approvato la pratica, illustrata dall’assessore Gabriele Bove, per il riconoscimento di un debito fuori bilancio risalente a un contenzioso su alcuni espropri risalenti al 1982 e che solo negli ultimi mesi ha visto la sua conclusione in sede civile. Il Comune dovrà sborsare circa 316mila euro per alcune proprietà già agricole nella zona di via Passamonti a San Concordio.

Dopo un iter di 38 anni il Comune dovrà pagare 316mila euro per un esproprio

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