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Gesam reti, entro il 20 gennaio la nomina dell’advisor verso la gara del gas

Da gestire l'accorso con Italgas per concorrere alla gestione della distribuzione a livello provinciale. Il Comune perderà la maggioranza ma vuole garanzie

Nella riunione della commissione partecipate di martedì (29 dicembre) c’è stato l’incontro con i vertici di Gesam Reti, presenti il presidente Ugo Fava e il direttore generale Fabio Vantaggiato.

All’ordine del giorno l’aggiornamento della situazione a seguito della gara per l’individuazione della figura di advisor, indispensabile per il futuro della società in vista della partecipazione alla gara provinciale per la gestione delle reti.

Ripercorrendo le varie fasi della situazione che prevede un accordo tra Gesam Reti e il socio privato Toscana Energia, l’incipit è da individuare nell‘estate 2019, quando è stato dato incarico ad una società di Milano per la valutazione dal punto di vista industriale, del futuro della società Gesam reti. L’obiettivo è quello di individuare settori complementari dover poter indirizzare investimenti di sviluppo, tenendo conto delle situazioni economica finanziaria e industriale della società.

L’incarico giunge a completamento nel luglio del 2019 e si evince che i settori di sviluppo dell’attività sono negati a causa delle dimensioni di Gesam. Il territorio lucchese è sostanzialmente già completamente servito e la società deve solamente ammodernare la rete che ha sotto mano, rendendola più efficiente attraverso tecnologie informatiche che consentano controlli a distanza. Non è consentito però un incremento di attività e sostanzialmente, le uniche sono quelle volte al mantenimento dello “status quo”.

Il risultato dello studio ha stabilito che le dimensioni di Gesam la penalizzano da un punto di vista economico e di remunerazione delle tariffe, perché l’Arera (Autoità di regolamentazione per energia reti e ambiente) la classifica come “la più grande tra le piccole aziende”.
Per avere nuove economie bisognerebbe allargare i punti di riconsegna e nel territorio che ha a disposizione Gesam, non ce ne sono. Di conseguenza, l’unica soluzione per un salto di qualità, è un accordo industriale con un soggetto che già opera sul territorio, altrimenti il rischio sarebbe quello di veder deteriorato il patrimonio dell’azienda nel lungo termine, nonostante oggi viva un momento di tranquillità.

Si è quindi stabilita la necessità di individuare un soggetto partner, per partecipare alla gara di distribuzione del gas. La mancata partecipazione porterebbe alla liquidazione della società, mentre se Gesam partecipa alla gara e perde, la situazione finale non cambierebbe ugualmente. Per evitare queste due ipotesi, l’unica alternativa concreta è quella di fare un accordo con Toscana Energia, per avere una possibilità di vincere la gara di appalto della fornitura di gas sul territorio lucchese.

L’accordo porterà necessariamente alla perdita di maggioranza e il compito dell’advisor è proprio quello di contrattare con Italgas tutte quelle condizioni proposte dal consiglio comunale, come quella di avere sul territorio lucchese un’azienda, un punto anche aggregativo e varie attività che Toscana Energia ha in altre zone. Questo porterà ad un allargamento delle dimensioni e ad un aumento del numero dei dipendenti con l’arrivo a Lucca di nuove attività. Negli accordi ci dovranno essere delle clausole che impediscono un’azione dominante da parte di una società che è di grandezza superiore a Gesam. È chiaro quindi che la figura dell‘advisor ha un compito delicato, quello di fornire eventuali soluzioni alternative, se non si riuscisse a trovare un accordo non rimarrebbe che vendere Gesam come exit strategy.

Con la delibera del consiglio comunale del 4 febbraio scorso, è stato dato incarico a Gesam Reti di individuare un advisor e di indire una gara per manifestazione di interesse, che è partita a luglio di quest’anno e scaduta il 22 di settembre.

Il primo invito per la gara non ha raccolto una platea sufficiente per raggiungere un giudizio compiuto sulla scelta dell’advisor – spiega il presidente di Gesam Reti, Ugo Fava – probabilmente a causa degli elevati requisiti dei parametri, in cui era prevista la partecipazione solo a coloro che avevano effettuato particolari operazioni nei settori specifici. La gara ha individuato un solo partecipante, ma un domani c’era il rischio di avere un allungamento di tempi in caso di ricorsi per esclusione. In conseguenza di ciò – prosegue – il consiglio di amministrazione ha deciso di annullare la gara e abbassare i parametri in modo da avere più partecipanti. Questa situazione ci ha fatto perdere una ventina di giorni. A causa delle tempistiche stringenti, abbiamo deciso di recuperarli riducendo il tempo di presentazione della domanda e con altri meccanismi tecnici. Il 23 dicembre abbiamo nominato la commissione che valuterà i soggetti che si sono presentati alla domanda, si prevede che l’operazione sia portata a termine entro il 20 gennaio. Il 20 gennaio verrà provvisoriamente nominato l’advisor, dovranno passare alcuni giorni per recepire eventuali dissensi e poi potrà iniziare a lavorare”.

“Lo stesso procedimento che noi portiamo avanti – conclude il presidente di Gesam – dovrà essere fatto anche da Italgas, anche loro dovranno nominare un loro advisor e stringere i tempi, questo è l’accordo che è stato preso”.

Il consiglio di amministrazione di Gesam, in poche parole, a novembre ha annullato il precedente invito rivedendo i parametri e ha indetto una nuova gara. La prima fase di individuazione dei soggetti idonei si è conclusa a fine novembre con una lettera ai partecipanti di invito a presentare le offerte come previsto dalla seconda fase. La seconda fase di invio delle offerte si è conclusa il 22 dicembre ed è stata nominata la commissione valutatrice.

“In una prima fase individuiamo i soggetti partecipanti alla gara, potevamo proseguire con un unico soggetto, ma per avere un aumento del numero di offerte, abbiamo scelto di riformulare la proposta – precisa Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti – Si è quindi chiusa la prima fase e anche la seconda, le offerte sono arrivate attraverso la piattaforma digitale Start della Regione Toscana e sarà la commissione ad aprirle e valutarle”.

I componenti di commissione individuati, sono tre soggetti che hanno competenze giuridiche, economiche e aziendali, relative a questi processi di aggregazione. La scelta è caduta sulla professoressa Ilaria Kutufà che insegna diritto commerciale all’università di Pisa, sul professor Luigi Maria Toscano, esperto di diritto amministrativo e sul dirigente di Sofidel Antonio Pereda.

Il capogruppo di opposizione, Marco Martinelli, chiede ai responsabili di Gesam precisazioni su alcuni aspetti della società: “Alla luce di quanto detto dal presidente, Gesam in questo tempo è passata da avere come partner una società pubblica ad avere la maggioranza con un socio privato che è Italgas. Da un punto di vista strategico, cambia qualcosa?”.

“Se prima c’era un interlocutore pubblico, che aveva un certo tipo di sensibilità rispetto a valenze come i rapporti lavorativi, quello quotato in borsa ne ha molto meno – sottolinea il presidente Fava – Il ruolo dell’advisor dovrà aiutarci in questa trattativa”.

Quanto tempo ci vorrà per vedere la fine di questa situazione? “L’emergenza sanitaria ha sicuramente rallentato le cose, ma se tutto va bene, entro un anno sarà tutto concluso”.

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