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L’ex assessore regionale Baronti: “All’ex manifattura una bottega lucchese delle arti e dei mestieri”

La proposta: "Gestione a un’associazione di artigiani che hanno i requisiti di qualità"

All’ex Manifattura una bottega lucchese degli arti e mestieri. È la proposta dell’ex assessore regionale Eugenio Baronti.

“Un augurio che faccio – spiega Baronti – per questo nuovo anno, è che si riesca a bloccare ogni progetto speculativo sulla ex Manifattura tabacchi e che, contestualmente alla lotta, inizi un bel confronto aperto sulla destinazione di questo grande contenitore urbano. Tra le idee che iniziano a circolare, molto interessante, è quella di inserire nel grande contenitore, un co-working per dare spazio alla creatività innovativa e per dare una mano a tirar su nuove esperienze lavorative. Sarebbe bello, oltre che utile, che l’innovazione tecnologica si relazionasse con la storia della città e delle sue tradizioni”.

“In questa ottica, quale migliore contenitore urbano potrebbe ospitare una Bottega lucchese delle arti e dei mestieri? – prosegue – Lucca, città medievale, nella sua unica e irripetibile bellezza, con i suoi secoli di storia, è il luogo ideale per accogliere e dare corpo e vita a questo progetto. Uno spazio fisico non museale ma vivo, trasformato in bottega che può diventare grazie ad artigiani di buona volontà, un laboratorio che produce, dimostra e insegna, trasmette memoria e sapere alle giovani generazioni, agli ospiti e ai suoi tanti visitatori che provengono da ogni angolo del mondo. Una bottega aperta anche alla valorizzazione e alla promozione del talento artistico e creativo. L’arte è in profonda sintonia con il progetto della Bottega lucchese delle arti e dei mestieri, insieme si possono creare sinergie virtuose e uno spazio dove si possono incontrare e confrontare forme espressive figlie di culture e generazioni diverse”.

“Oggi, nell’era della robotica e dell’intelligenza artificiale – dice l’ex assessore regionale, esponente della sinistra lucchese – sopravvivono a stento esperienze, spesso individuali, di piccoli artigiani che operano attraverso la vendita dei propri prodotti nei mercati artigiani delle arti e dei mestieri che si ostinano, nonostante tutto, a mantenere vivi antichi mestieri, che oggi non hanno più nessuna possibilità di competere con cicli produttivi automatizzati e di resistere sul mercato globalizzato. Queste esperienze rischiano di disperdersi o di sopravvivere, ancora per poco, solo nei ricordi e nei racconti delle vecchie generazioni che se ne stanno andando. Questi artigiani resistenti, dimostrano con la loro attività, che nessuna delle macchine più tecnologiche e moderne sa fare altrettanto quanto la passione, l’abilità e l’esperienza di un talento artistico umano, con le loro mani, modellano crete e ceramiche, creano stoffe e tessuti con i vecchi telai a mano, soffiano il vetro, battono e modellano sull’incudine il ferro, disegnano e scolpiscono pietre, manipolano carta e qualsiasi altra materia di recupero. Mani esperte e sapienti, impastate di passione, sudore e fatica; grazie a loro sono rimaste in vita vecchie arti e mestieri tramandati di generazione in generazione in secoli di storia e di esperienza umana. Oggi, queste esperienze sono costrette nella marginalità più assoluta, lasciati soli e considerati alla stregua di una qualsiasi altra attività umana svolta con le macchine e con le tecnologie disponibili”.

“Una Bottega – spiega – per la formazione con corsi destinati a quanti vogliono recuperare una propria manualità, sperimentare ed imparare le tecniche delle lavorazioni manuali, imparare antichi mestieri.  Una Bottega della qualità dove verranno esposti e venduti solo oggetti realizzati interamente a mano con una particolare cura nella ricerca di materiali e forme, pezzi unici e veri e propri oggetti d’arte realizzati da artisti ed artigiani. Il recupero e il riciclaggio di materia e materiali è un altro aspetto importante di questo progetto; insegnare, soprattutto ai giovani, nell’era dell’usa e getta e del consumismo sfrenato, che niente si distrugge ma tutto può essere trasformato, riportato a nuova vita e riutilizzato. Il concetto di rifiuto come risorsa potrebbe diventare una parte integrante di questo progetto culturale, attraverso l’organizzazione di laboratori di riuso e riciclo creativo. Quanto alla gestione della struttura e del progetto della Bottega lucchese delle Arti e dei mestieri potrebbe essere garantita da un’associazione di artigiani che hanno i requisiti di qualità e rispondono alle caratteristiche di questo progetto che aderiscono volontariamente tramite bando ad evidenza pubblica”.

“Questo progetto – conclude Baronti – potrebbe promuovere e valorizzare arti e mestieri tradizionali, in profonda simbiosi e in continuità con la tradizione storica della città di Lucca. In questa bottega potrà incontrare il passato della tradizione, il presente, nel lavoro e nell’attività di operatori che hanno scelto di continuare a far vivere lavorazioni manuali, e il futuro, perché la Bottega rappresenta il luogo e lo spazio dove si trasferisce, alle nuove generazioni, il sapere antico e i segreti della manualità creativa e artistica”.

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