Mallegni (Forza Italia) preoccupato per il futuro delle piccole e medie imprese in Toscana

Il senatore di Forza Italia: "Vogliamo un mercato libero dai grandi poteri"

Il senatore azzurro Massimo Mallegni pensa al futuro delle piccole e medie imprese in Toscana e chiede un mercato libero dai grandi poteri.

“E’ inevitabile – spiega – constatare ormai che la direzione dei grandi gruppi privati e dello Stato compiacente sia quella di bloccare il settore delle costruzioni e monopolizzarli con imprese miste pubblico/privato. Invece che aiutare le piccole e medie imprese – vero asse portante dell’economia italiana – con norme che agevolino e premino le aggregazioni, si creano con fondi pubblici grandi operatori come  We Build, Finsider Costruzioni e ora Inso, destinando quindi il mondo delle piccole imprese a fungere solo da cottimista, senza alcuna opportunità di lavoro e crescita”.

“Un esempio – prosegue Mallegni –  è sicuramente Progetto Italia, che segnerà la morte della libera concorrenza e della partecipazione al libero mercato delle piccole e medie imprese che ad oggi – anche se con una pessima legge degli appalti – sono ancora in grado, aggregandosi in raggruppamenti temporanei o stabili, di poter concorrere ai grandi appalti”.

“Assisteremo dunque alla trasformazione delle imprese del sistema Ance da costruttori a cottimisti o a cappottisti, con il bonus 110% – aggiunge il senatore di Forza Italia sottolineando quanto la presenza dei grandi gruppi metta davvero a rischio tutto il comporto di quelle imprese che si trovano schiacciate da un potere irraggiungibile -, ma vi dirò di più: addirittura la creatura We Build non si accontenta di essere unico interlocutore delle grandi committenze, partecipate per la maggior parte da Cdp, che è a sua volta socio di We Build, ma concorre anche alle gare sotto i 100 milioni, unici scenari di gara facilmente praticabili dalle piccole imprese. L’esempio di Polcevera non è infatti un esempio virtuoso, ma anzi l’inizio di un nuovo mondo negazionista del libero mercato”.

Il fatto è che la Toscana ha messo le mani nella Inso – precisa Mallegni  – abbandonando completamente le imprese creditrici. Più precisamente alla questione Inso, c’è da dire che non è vero che Finsider e Regione Toscana, tramite Sici,  hanno acquistato Inso, ma bensì hanno acquistato il ramo sano di Inso, lasciando così tutti i debiti contro imprese, fornitori e professionisti di Inso in una bad company. In questo modo, non potendo garantire il pagamento di tutti i debiti, si è attutata un’operazione meramente speculativa, ma con i soldi pubblici purtroppo. Vedremo presto che realizzerà le opere nelle acciaierei Finsideer o di quelle finanziate dal Recovery”

“A tutto ciò – conclude –  si aggiunge l’innamoramento da parte della politica Grillo/comunista dei commissari straordinari e di un sistema di aggiudicazioni straordinarie per coprire l’inefficienza di una burocrazia, invece che sforzarsi di riformarla. Tutto ciò va fermato in ogni modo, purtroppo questa politica debole e degli affari che ha già distrutto il Paese adesso ne ipoteca la sua povertà per i prossimi decenni”.

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