Consani e Torrini: “Chi era alla festa in piazza ora faccia il tampone”

I due consiglieri comunali: "L'amministrazione si attivi"

“Non ci limitiamo a condannare quello che è successo a Porta dei Borghi, oltre ai pleonasmi e alla ricerca di responsabilità, invitiamo l’amministrazione a farsi parte diligente affinchè chi si fosse trovato nei pressi di porta dei borghi si rechi senza indugio a sottoporsi al test”. E’ quello che invitano a fare i consiglieri comunali Cristina Consani ed Enrico Torrini in riferimento alla festa in piazza.

“Tale comportamento – prosegue la nota – deve essere attuato senza indugio attraverso l’attivazione di uno specifico canale e che si svolga sotto l’egida del Comune di Lucca, in modo che tutti possano recarsi a fare il tampone senza timori di ripercussioni. Questo comportamento consentirà di arginare sin da subito eventuali focolai e di monitorare l’evoluzione del virus in una situazione come quella che si è verificata la sera dell’8 gennaio”.

Enrico Torrini poi rincara la dose: “Non amo i processi sommari verso chi sbaglia, non transigo verso chi dolosamente danneggia persone o cose. Per cui, pur condannando il comportamento di chi ha sbagliato, sicuramente in buona fede, vorrei invitare alla cautela tutti coloro che urbi et orbi, sui social, si ergono a giudici, appellando con epiteti non replicabili i ragazzi, condannando i genitori, quasi ne avessero responsabilità. vorrei ricordare che passati i 18 anni l’individuo è capace di intendere e di volere, e poco ci incastrano i genitori, che il percorso educativo dovrebbero averlo terminato da un pezzo”.

“Vorrei ricordare agli attuali censori dei comportamenti scellerati di questi ragazzi i tempi richiamati nella famosa canzone degli 883 in cui si parla dei tempi ‘delle grandi compagnie’, dei tempi in motorino sempre in due magari senza casco, aggiungo io – va avanti -, che se fossero stati costretti a restare chiusi in casa per più di 1 giorno avrebbero fatto carte false per uscire e alcun divieto avrebbe potuto tenere quella voglia di vivere caratteristica dell’adolescenza, che oggi invece viene privata senza se e senza ma in nome di un virus sicuramente pericoloso che tuttavia è poco percepito dai giovani. Ora i ragazzi di ieri sera non sono adolescenti ma sono comunque persone e le persone vogliono vivere, magari hanno avuto a che fare con il virus, magari qualcuno di loro ha perso qualcuno per colpa del virus, non lo possiamo sapere”.

“Vorrei ricordare ai censori con la memoria corta che – prosegue Torrini – tra quei ragazzi potrebbero avere figli, amici, figli di amici ecc. sempre brutto scagliar pietre che poi potrebbero finire in casa propria, oggi o domani. Quello che si è consumato ieri sera è il chiaro risultato della molla caricata al massimo e poi rilasciata, quello che è successo ieri sera deve far riflettere. Quello che è successo ieri sera deve essere spunto di riflessione sulla opportunità di tenere bar e ristoranti chiusi, perché i bar ed i ristoranti devono stare chiusi quando si sono impegnati a far rispettare dei controlli anticovid, quando hanno speso tempo e denaro per adeguare le proprie strutture? Perché il ristoratore che con il suo lavoro sfama se stesso, la sua famiglia, e le altre ( perché con le imposte si paga anche il sociale) deve restare chiuso e guardare inerme il consumarsi di simili eventi? Quando nel suo locale i contagi sarebbero scongiurati?”.

“Perché le palestre devono stare chiuse – aggiunge -, quando anch’esse hanno speso soldi per mettersi a norma? Perché gli impianti sciistici devono stare chiusi quando è ormai dimostrato dagli eventi trascorsi (le questioni scientifiche le lascio agli addetti ai lavori) che il virus all’aria aperta è molto meno trasferibile? Perché le scuole, quando è stato assunto un esercito a tutela delle regole, devono stare chiuse o semi chiuse e poi vanno tutti al parco? Perché le scuole superiori, dove la consapevolezza del distanziamento sociale è sicuramente più elevate e praticabile, sono le ultime a riaprire e magari a giorni alterni? La politica ha ora il dovere di lasciare da parte la demagogia, la logica delle parti e prendersi le responsabilità cui è preposta, quella di governare questo Paese scongiurando ripercussioni economiche e sociali. Allentiamo lentamente la carica, si ritorni a vivere nel rispetto del prossimo che è sovrano, al fine di scongiurare eccessi come quello di Porta dei Borghi. Puniamo chi danneggia dolosamente roba degli altri. E, se volessimo veramente tutelare la salute pubblica, invitiamo chi era nel grogiuolo di Porta dei Borghi a farsi il tampone senza indugio in modo da scongiurare focolai inaspettati e monitorare l’evoluzione delle conseguenze della bravata lucchese”.

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