Baronti: “Manifattura non sia trasformata in un maxiparcheggio”

L'ex assessore regionale: "Via le auto private dal centro storico ad eccezione di quelle dei residenti"

Manifattura sud, interviene ancora l’ex assessore regionale Eugenio Baronti. Con una nota in cui manifesta contrarietà all’utilizzo della struttura come parcheggio.

“Sarò impopolare – dice – ma voglio dire chiaro e forte che io sono contrario a che una parte della ex manifattura tabacchi sia destinata a parcheggio per auto perché questo significherebbe condizionare la politica futura della mobilità dell’intera piana di Lucca. La città murata medievale è stata, nel corso degli anni, anche troppo violentata e assoggettata alla dittatura dell’automobile, già a partire dalla esplosione della motorizzazione di massa negli anni Sessanta”:

“Ogni piazza e piazzetta, spalti, mura urbane, ogni spazio disponibile – dice Baronti – tutto è stato sottratto ai cittadini e tutto destinato alle auto. Grazie al coraggio e alla determinazione di pochi e da un voto plebiscitario dei cittadini residenti, dalla fine degli anni Ottanta si è iniziato un graduale, progressivo, lento processo di liberazione della città dalle auto: prima le Mura, poi gli spalti occupati a parcheggio, poi l’ampliamento dell’isola pedonale e a seguire piazza Napoleone e piazza del Giglio, luoghi che sono stati restituiti al passeggio e ai pedoni, alla libera fruibilità di uomini, donne e bambini. Ognuno di questi passaggi ha suscitato grandi proteste e generato conflitti e polemiche politiche a non finire, soprattutto da parte delle associazioni dei commercianti che fecero di tutto, compreso una serrata totale della città, per impedire queste misure di buon senso che guardavano al futuro, alla salute e alla qualità della vita dell’intera comunità lucchese”.

“Grazie a questo – prosegue Baronti – la città è rinata e si è rilanciata diventando molto più attrattiva, zone e Vie cittadine, come S. Paolino si sono, non degradate come dicevano loro, ma riqualificate da tutti i punti di vista ed oggi la città è molto più vivibile e più a misura d’uomo. Questo processo non va fermato né tantomeno rallentato, anzi, siamo chiamati ad accelerarlo per arrivare alla completa liberazione del centro storico dalle auto private, escluso quelle dei residenti che potranno usufruire degli stalli esistenti destinati oggi al traffico esterno”.

“Siamo chiamati – conclude – a costruire con urgenza un progetto di mobilità sostenibile che si liberi della vecchia cultura della mobilità novecentesca oggi semplicemente improponibile e non più sostenibile. Nel 2021, di fronte ad una crisi ambientale dalle dimensioni potenzialmente disastrose, di fronte a cambiamenti climatici di grande portata e dalle gravi conseguenze sociali ed economiche, c’è incredibilmente, chi vorrebbe fermare questo processo e addirittura ritornare indietro, costoro, qualunque sia la casacca politica che indossano, sono un pericolo per la città e per il nostro futuro, vanno fermati e battuti politicamente e culturalmente nell’interesse generale della città di Lucca“.

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