Per Lucca: “Chiusura biblioteca statale, il Comune faccia la voce grossa con il governo”

Per la lista civica occorre un rinnovato impegno per i luoghi della cultura cittadina

Per Lucca e i suoi paesi si aggiunge alla lunga lista di realtà che dicono no alla chiusura della biblioteca statale.

“Sono ormai diversi anni – dice la lista civica – che quasi tutti i principali istituti culturali statali della nostra città fanno i conti con una cronica carenza di personale e di risorse. Ci riferiamo non solo all’Archivio di Stato ed alla biblioteca statale, ma anche ai due musei nazionali. La situazione, che si trascina da tempo, ha già portato a gravi ridimensionamenti dell’orario di apertura della biblioteca e dell’archivio, creando non pochi problemi a studenti e ricercatori. Ora si sta addirittura ventilando una chiusura al pubblico, a partire dalla prossima primavera, della biblioteca statale”.

“Non si può far a meno di rilevare come – dicono da Per Lucca –  nella nazione in cui si trovano soldi per fare molte cose discutibili, dal ripianare le continue perdite di Alitalia, al favorire l’acquisto di monopattini, non si riesca a mantenere l’organico di prestigiosissime realtà culturali. Infatti la chiusura di una biblioteca come quella di Santa Maria Corteorlandini sarebbe uno scandalo per l’Italia e non solo per la nostra città. Con la cultura ci riempie spesso la bocca, ma lo stato italiano riesce solo a favorire i pochi grandi musei che godono di una grande presenza di visitatori, lasciando nell’abbandono tante realtà che a torto e con grave superficialità sono a volte definite “minori”. Così, se da un lato si concede autonomia ai pochi grandi musei, dall’altro si mettono gli altri istituti sotto il controllo di direzioni regionali. La chiusura di sezioni di Palazzo Mansi o l’erbaccia nel giardino di Villa Guinigi rendono un’immagine da terzo mondo che l’Italia non meriterebbe di fare”.

“Crediamo che sia venuto il momento, per la politica lucchese – dice Per Lucca – di agire in modo forte e deciso nei confronti del governo per far capire che la città ritiene decisiva la continuazione e la ripresa delle attività della biblioteca statale e dell’Archivio di Stato, mentre i due musei nazionali non possono continuare a vivacchiare. Ci fa dunque piacere che le iniziative di meritorie associazioni siano valse a scuotere dal lungo torpore il sindaco ed il suo assessore alla cultura, ma riteniamo che sia venuto il momento di far capire a chi governa l’Italia che non si può continuare a non fare i concorsi per rimpiazzare il personale. Inutile spendere soldi per formare laureati nel settore dei beni culturali, se poi questi giovani finiscono regolarmente per fare i camerieri o i baristi. Crediamo che il caso di Lucca, che certo corrisponderà a quello di altre città, debba esser segnalato sui media nazionali. Chiudere una biblioteca preziosissima dovrebbe esser notizia più importante dei balli a Porta dei Borghi“.

Oltre al Comune – conclude la nota – dovranno prendere iniziative concrete la Provincia e soprattutto i parlamentari del territorio, a cominciare da chi si occupa al più alto livello di beni culturali vantando una certa amicizia con il ministro Franceschini”.

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