Biblioteca statale, Rifondazione e Giovani comunisti: “Firmate la petizione, il suo valore è inestimabile”

I gruppi: "Una vergogna. Il Comune non può ostinarsi a non farsi carico delle proprie responsabilità"

“Siamo sconcertati da ciò che sta succedendo riguardo alla Biblioteca statale della nostra città. Chiudere una parte così importante del nostro patrimonio culturale, di cui ci vantiamo tanto nel mondo, è una vergogna, ancora di più se la motivazione è meramente economica”.

Così il gruppo lucchese di Rifondazione Comunista e i Giovani comunisti, che prosegue: “La giunta Tambellini seriamente ritiene che sia più vantaggioso per la città non assumere personale per la biblioteca e menomarsi della ennesima parte del proprio patrimonio artistico-culturale, piuttosto che investire nella struttura e darle la dignità che merita?”

“La biblioteca – scrivono i gruppi – raccoglie nei suoi scaffali il frutto di secoli di attività culturale, artistica e letteraria della nostra città, un patrimonio immenso di storia e testimonianze dal valore inestimabile, basti pensare al Liber divinorum operum di Ildegarda di Bingen, all’edizione di Lucca dell’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert, alle lettere di Puccini. E tutto questo non può essere ignorato. Queste opere e tutte le altre opere contenute nella biblioteca devono rimanere alla disposizione di tutti. È vero che la Biblioteca statale, è inutile negarlo, versava già da anni in condizioni pessime: un pessimo servizio, spazi angusti e disagevoli, scarsa manutenzione e così via. Ma la soluzione che il Comune attua quando deve occuparsi di immobili pubblici non può essere sempre la solita: chiusura, abbandono a sé stesso o svendita ai privati”.

“Facendo così – spiegano – la attuale giunta ci ha privati e ci priverà sempre di più di parti fondamentali del nostro tessuto culturale, fino a che tutto il patrimonio pubblico della nostra città non sarà completamente privatizzato o in stato di completo degrado. E da questa politica masochista a perderci siamo soltanto noi cittadini. Come sempre. Il Comune non può ostinarsi a non farsi carico delle proprie responsabilità verso il patrimonio artistico-culturale della nostra città. Sicuramente questa è una logica che va molto in voga negli ultimi anni nel nostro paese, ma è una logica di abbruttimento e di autolesionismo contro cui bisogna portare avanti una grande lotta culturale che vada a sovvertirla e a riportare al centro la cultura, la bellezza e soprattutto il benessere e gli interessi di tutti i cittadini”.

“Per questo – concludono i gruppi – come molti altri enti politici e non della nostra città, facciamo appello ai nostri concittadini in modo che ognuno di noi dia il proprio contributo in questa lotta di civiltà e invitiamo tutti a firmare la petizione online presentata dall’associazione culturale Amici del Macchiavelli, dal comitato di Lucca della Società Dante Alighieri e dal centro cultura università Cattolica. Soltanto uniti potremo vincere questa battaglia”.

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