Lucca e futuro, torna in pista Michele Francesconi: “Servono prospettive in grado di dare risposte concrete”

Lo spunto: "Sarà necessario affidarsi a sensibilità differenti rispetto a quelle fino a oggi espresse"

Mi auguro che Lucca avvii una riflessione seria sul suo futuro, costruendo, fin da adesso, una prospettiva adeguata, individuando figure in grado di dare risposte concrete e costruttive, siano esse lucchesi e non”. Termina così la riflessione di Michele Francesconi, già coordinatore di Agenda per Lucca e impegnato nella nascita della lista SiAmo Lucca, in vista delle prossime amministrative per la guida della città.

“Un mercato ormai in recessione, con una domanda interna ridotta dai drammatici eventi pandemici, marginalità inesistenti, burocrazia e tassazione soffocante, infrastrutture obsolete, un sistema bancario irrigidito dalle normative europee, costo del lavoro insostenibile e gestione del personale rigida, sia in entrata che in uscita – si legge nella lettera -. Una sintesi della situazione in cui si trovano ad operare le imprese italiane, in un contesto reso ancor più complesso dalla pandemia e dalle conseguenze della sua gestione. Di fronte a questo, la sorprendente posizione del senatore Mario Monti in merito al futuro delle microimprese e alla opportunità di indirizzare le risorse finanziarie verso altri lidi, lasciando morire piccole imprese e attività di medio taglio”.

“Non dimentichiamo mai che il tessuto economico e produttivo del nostro paese è caratterizzato proprio dalle microimprese con oltre il 92 per cento di attività che impiegano meno di 10 dipendenti – prosegue la lettera – Tutto questo viene vissuto come se fosse un percorso naturale dell’evoluzione economica (o involuzione), un silenzio generale ed un immobilismo che spaventa, tenuto conto che questa situazione coinvolge milioni di lavoratori e quindi milioni di famiglie. Il tessuto economico e produttivo di un territorio è strettamente connesso al suo livello di civiltà e alla sua tenuta sociale. Un governo nazionale incapace di comprendere il problema ed una amministrazione locale totalmente avulsa dalla questione”.

“Se l’attuale governo è distratto da problematiche che si legano alla sopravvivenza della legislatura, la nostra amministrazione non può rimanere indifferente a tutto ciò – va avanti –  Mi chiedo come sia possibile che il sindaco e i suoi assessori non riescano a stimolare almeno una riflessione sulle possibilità di intervento in merito ai problemi economici del territorio. Una amministrazione responsabile e sensibile, dovrebbe farsi carico del problema e coordinare un confronto tra rappresentanze del sistema economico, sistema creditizio, fondazioni, forze politiche, enti e istituzioni, per formulare proposte ed interventi volti al rilancio economico del territorio”.

Il tessuto produttivo locale è legato quasi esclusivamente al settore cartario e il suo indotto che, con la sua forza, ha permesso di sostenere anche le difficoltà legate al Covid ma che in prospettiva può generare rischi derivanti da una economia monoprodotto – conclude la lettera – Credo che dopo anni di immobilismo sia giunto il momento di far suonare la sveglia, prima che il nostro tessuto imprenditoriale si sgretoli e si arrenda alla irresponsabilità amministrativa. Mi rivolgo quindi alle forze politiche in grado di comprendere che se vogliono far crescere un territorio, sarà necessario affidarsi a sensibilità differenti rispetto a quelle fino a oggi espresse, a capacità e lungimiranza che negli ultimi anni sono totalmente mancate. Solo così sarà possibile garantire una prospettiva a noi e ai nostri figli. Senza imprese il gettito fiscale non sarebbe mai sufficiente a garantire la sopravvivenza di uno Stato e i suoi territori; che qualcuno lo ricordi ai nostri amministratori e al senatore Mario Monti”.

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