Violenza di genere e discriminazioni, tre donne sulle barricate: “Deriva culturale pericolosa” foto

Dal disprezzo ai femminicidi, Gina Truglio, Marina Manfrotto e Gemma Urbani non ci stanno: "Siamo ancora all'anno zero"

Discriminazione di genere, sulle polemiche degli ultimi giorni intervengono Gina Truglio, Marina Manfrotto e Gemma Urbani con un comunicato congiunto.

“Tre fatti gravi e chiaramente identificabili come atti di disprezzo verso noi donne si sono verificati in questi giorni – spiegano – In America la first lady uscente, Melania Trump, definita escort, secondo il giudizio di un giornalista americano nonché noto opinionista italiano. Spostiamoci in Portogallo, durante la campagna elettorale portoghese: la candidata Marisa Matias viene definita per le sue labbra rosse “un giocattolo” dal candidato  dell’estrema destra Andrè Ventura. E poi in Italia con l’arresto del presunto terrorista suprematista e negazionista 22enne di Savona, che esprime il suo odio verso neri ed ebrei, ma anche verso le donne, come seguace della subcultura online degli Incel, gli “involontariamente celibi”. Sapete chi sono? Uomini che istigano all’odio contro il sesso femminile, colpevole di renderli incapaci di instaurare relazioni sentimentali e sessuali con le donne. Non sappiamo nulla del 22enne prodotto nostrano di un paese dove la scuola e la cultura sono in abbandono da troppo tempo, ma ci inorridiamo che nel 2021 un personaggio pubblico etichetti Melania Trump come escort o che un rossetto rosso appunto, indigni la mente umana”.

“Come donne impegnate nel sociale, nella cultura e in politica – dicono Urbani, Manfrotto e Truglio –  vediamo in questi tre episodi apparentemente distaccati non solo una deriva culturale pericolosa e che va evidenziata e quindi denunciata, ma la prova che siamo ancora all’anno zero. Le relazioni tra uomo e donna sono sempre state complesse e impegnative, semplicemente e naturalmente perché siamo diversi. Ma le diversità devono essere viste come opportunità e ricchezze. Che tristezza per certi uomini che ricorrono ancora a queste frasi, a questi modi… e poi in nome di che cosa? E di chi? Dell’uomo delle caverne che afferrava la clava con una mano e nell’altra trascinava la donna per i capelli? È vergognoso etichettare una donna per le sue scelte di vita, fosse anche per il colore di un rossetto, per fortuna non tutto il  genere è così”.

“I rapporti qualunque esso siano, anche al loro termine possono lasciare la ricchezza di un’esperienza vissuta – commentano – sempre che non siano caratterizzati da prevaricazione e  violenza, proprio quella violenza, che i tre fatti che ci hanno spinto a intervenire, alimentano. Mentre scriviamo queste righe, di getto in questa domenica invernale i giornali ci raccontano l’ennesima donna uccisa, una bambina quasi, di 17 anni, bruciata da quello che era il suo fidanzato diciannovenne”.

“Ci chiediamo se i tempi sono cambiati – concludono – considerato che tutto sembra evoluto, ma i rapporti  tra i sessi sono evoluti? le esigenze personali, familiari e lavorative cambiano, ma senza una reciproca predisposizione al dialogo e alla consapevolezza della nostra diversità non getteremo le basi per un vissuto futuro consapevole e positivo, ma bensì quello di una realtà distopica senza speranza. Escort. Rossetti. Involontariamente celibi. Femminicidi. Noi ci siamo e saremo sempre di più con la nostra normale intelligenza, il nostro intuito, il nostro tutto di donne“.

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