Biblioteca statale ed ex manifattura, il Partito Comunista prende posizione

Bocciata la proposta Fondazione Crl-Coima e sull'ente a rischio chiusura: "Decisiva la mobilitazione della cittadinanza"

Biblioteca statale ed ex manifattura, interviene la sezione di Lucca e Valdiserchio del Partito Comunista Italiano.

“Sulla biblioteca statale – dice il partito – prendiamo atto delle dichiarazioni del senatore Marcucci circa gli impegni presi dal ministero dei beni culturali ed attendiamo di verificarne la realizzazione concreta, anche in relazione all’assunzione di personale stabilmente inquadrato al posto di lavoratori interinali. Ferma restando la nostra contrarietà in linea di principio sul lavoro interinale, riteniamo che tali contratti precari vadano assolutamente evitati in un settore così strategico come quello della cultura e della conoscenza. In questo periodo del Covid è evidente come i settori della cultura e della scuola siano stati particolarmente penalizzati; studenti, studiosi, appassionati, la cittadinanza al completo necessiterà di un periodo di ripartenza della cultura e della conoscenza, di cui luoghi come la biblioteca statale potranno essere un perno irrinunciabile. Non si è trattato, come ha minimizzato il senatore Marcucci, di “una tempesta in un bicchier d’acqua”. Siamo sicuri che senza la mobilitazione della cittadinanza, dei partiti, delle associazioni, eccetera il problema sarebbe stato correttamente affrontato? E dove è stato finora il Mibact quando, a fronte dei molti pensionamenti, non metteva in atto misure di turnover per mantenere un’equilibrata presenza del personale ed evitare il taglio dei servizi?“.

“La seconda questione riguarda la vicenda della manifattura tabacchi – dicono dal Pci – Si tratta di un luogo simbolo per la memoria della cittadinanza lucchese, dove migliaia di lavoratori, in particolare donne, hanno potuto maturare la propria dignità e consapevolezza sociale. Il progetto incentrato sulla proposta Coima/Fondazione Carilucca, nonostante le recenti modifiche che comunque non ne muta la sostanza,  non è accettabile, per cui va fermato ed azzerato”.

“Lo strumento del project financing – spiega il Pci – è antitetico rispetto alla dichiarata destinazione della manifattura come bene culturale, in quanto ne sottintende la sostanziale privatizzazione. È inaccettabile che in tutto questo, con la manifattura svenduta ai privati, il Comune accetti di perdere i flussi derivanti dalla gestione del parcheggio; ma è ancora più grave, anzi è sciagurata, la previsione che il Comune per i prossimi 40 anni rinunci, nel perimetro previsto dal progetto, alla propria autonomia decisionale in tema di mobilità e relativa programmazione. Quale ente pubblico può legittimamente rinunciare a tale funzione, specie in una fase così importante in cui sta prendendo forza la coscienza della necessità di rivedere in tutto il paese le politiche sulla mobilità in un’ottica più ecologica e di riqualificazione del trasporto pubblico?”.

“Il Pci – conclude la nota – apprezza la mobilitazione popolare avviata su questa tematica, l’appello lanciato da Uniti per la Manifattura e sostiene la necessità di una valorizzazione pubblica dello spazio della manifattura tabacchi al servizio della città e della comunità lucchese”.

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