Sociale, Rifondazione Comunista: “Comune adotti un piano casa straordinario”

Il partito lucchese preoccupato dallo stop a blocco licenziamenti e proroga sfratti

“Nonostante la grave crisi economica determinatasi dall’emergenza Covid che getta in povertà o a rischio povertà un numero in costante crescita di famiglie, le poche misure emergenziali adottate dal governo nei vari decreti cominciano a scricchiolare perché crescono le pressioni per azzerarle”. Così Rifondazione Comunista di Lucca interviene sul tema sostegno economico e ristori.

“Questo vale (associazione industriali docet) tanto per rimuovere il divieto di licenziamento – prosegue – e soprattutto non prorogarlo, nonostante le conseguenze devastanti di un’ondata di licenziamenti. Ma vale anche per l’unico serio provvedimento emergenziale preso sulla casa: il blocco delle esecuzioni degli sfratti. Un provvedimento per pochi mesi, prorogato via via, mentre nel frattempo niente era stato fatto per risolvere a monte i problemi di chi non può accedere al libero mercato della casa. Anche se le proroghe del blocco delle esecuzioni degli sfratti, non bloccavano gli iter giudiziari, visto che continuano le notifiche di sfratto agli inquilini, rimandando l’esecuzione allo scadere del blocco, prorogato al 30 giugno”.

“In questa situazione subentra un gravissimo e inaccettabile parere della sesta commissione finanze della Camera – spiega Rifondazione – indirizzato alle commissioni competenti sul decreto Milleproroghe, in base al quale si introdurrebbe un ulteriore restringimento nell’applicazione del blocco delle esecuzioni, distinguendo le morosità incolpevoli emerse durante l’epidemia da quelle precedenti alla epidemia covid, ed escludendo dal blocco queste ultime. La crisi economica cresce, il numero di famiglie in povertà aumenta vertiginosamente e una commissione parlamentare scopre, come unico rimedio, quello di cancellare il diritto a un tetto alle famiglie oggi, o ancora oggi, in difficoltà.  Inaccettabile. Quanto accade ci deve allarmare: a marzo scade il blocco dei licenziamenti e a giugno il blocco delle esecuzioni degli sfratti: si annuncia un vero e proprio disastro sociale che in tuti i modi dobbiamo scongiurare”.

“Come abbiamo già avuto modo di dire, è giusto adottare provvedimenti a favore dei proprietari che non possono liberare i propri immobili, soprattutto quei piccoli proprietari che hanno uno o due appartamenti – dice Rifondazione – e la strada è quella sia di un rimborso risarcitorio che di non far pagare le tasse su un affitto che non percepiscono. Ma la soluzione non può certo essere quella di privare di un tetto una famiglia in stato di bisogno. Perché, non ci stancheremo mai di ripetere più del 90 per cento degli sfratti emessi sono per morosità incolpevole, ossia l’impossibilità di corrispondere un affitto a seguito di licenziamento o riduzione del reddito da lavoro. Anche nella nostra città è necessario che l’amministrazione elabori un piano casa straordinario,  svolgendo prioritariamente un’indagine sul patrimonio dismesso, sugli alloggi vuoti e sfitti e sulla loro tipologia, che si chiarisca quanti sono gli sfratti in corso e quante le richieste abitative sia in termini quantitativi e qualitativi, così da poter programmare interventi mirati. Un piano casa a consumo di suolo zero che riconverta a edilizia popolare il patrimonio pubblico compatibile con la residenza”.

L’obiettivo è dare risposte al bisogno – conclude la nota – Ma l’emancipazione dal bisogno è possibile solo se si realizza una risposta pubblica corrispondente alla reale esigenza. Oggi si può e si deve fare, e si può fare senza consumo di suolo ma recuperando un immenso patrimonio abbandonato e dismesso”.

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