Dalla Lega un fiore per commemorare i martiri delle foibe

Il consigliere Minniti con una delegazione del partito nella strada intitolata alle vittime

C’è un sottile filo rosso che unisce Lucca alla tragedia delle foibe: nella nostra città, furono accolti migliaia di istriani, giuliani, dalmati costretti ad abbandonare le loro terre per sfuggire alle persecuzioni del regime jugoslavo nell’immediato dopoguerra. Qui a Lucca, nel 1951, è stato celebrato il processo contro i responsabili dell’eccidio di Porzus nel quale trovarono la morte i partigiani della brigata Osoppo che le risultanze processuali hanno definito come “atto tendente a porre una parte del territorio italiano sotto la sovranità jugoslava” che, in ultima analisi, è stato il movente delle spietate esecuzioni.

Molti di que connazionali provenienti dal martoriato confine orientale si sono stabiliti a Lucca dove sono stati accolti con grande affetto.

“Per questo – afferma il consigliere comunale della Lega Giovanni Minniti – nel giorno del ricordo, mi sono recato in via Martiri delle Foibe insieme al consigliere provinciale Ilaria Benigni e alcuni militanti della sezione di Lucca, per deporre un fiore e commemorare le vittime oltre all’esodo delle popolazioni istriane, giuliane, dalmate due tragedie distinte e complementari colpevolmente dimenticate e rimosse dalla coscienza collettiva per oltre 50 anni fino all’approvazione della legge 92/2004 istitutiva della solennità civile nazionale”.

“Ancora oggi – afferma Minniti – c’è chi tende a negare i massacri o a giustificarli e la strada da percorrere per arrivare ad una memoria condivisa è ancora lunga e piena di ostacoli per cui ritengo che sia dovere morale di ognuno di noi rinnovare la memoria delle decine di migliaia di uomini, donne, bambini assassinati da un regime criminale e barbaramente gettati nelle cavità del Carso unitamente al dramma della pulizia etnica ai danni di persone sradicate dalla loro terra per la sola colpa di essere italiani che altri italiani hanno spesso oltraggiato, deriso e dimenticato. Ricordare significa anche chiedere scusa per quanto accaduto nell’indifferenza di molti italiani“.

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