Provincia, mozione in Consiglio dopo la sentenza sulla strage di Viareggio

I consiglieri di centrodestra presentano l'atto per manifestare solidarietà ai familiari delle vittime

Una mozione in consiglio provinciale di Lucca per manifestare vicinanza alle famiglie delle vittime della strage di Viareggio dopo la sentenza della Cassazione. A sottoscriverla sono i consiglieri Ilaria benigni, Mirco Masini (Lega), Matteo Scannerini, Riccardo Giannoni, Serena Borselli (Alternativa Civica Centrodestra).

“Venerdì 8 gennaio 2021 – si legge nella mozione – la quarta sezione penale della suprema corte di cassazione, pronunciatasi relativamente al processo sulla strage di Viareggio, non riconoscendo tramite sentenza l’aggravante dell’incidente sul lavoro, ha determinato la prescrizione del reato di omicidio colposo plurimo. Senza dubbio, siamo di fronte ad uno dei più grandi fallimenti del sistema giustizia italiano. 12 anni sono passati da quella notte. Le famiglie delle vittime non hanno ancora ottenuto la giustizia che meritano. Avremo ora un processo di appello bis presso la corte d’appello di Firenze. Essendo però prescritto il reato di omicidio colposo, si deciderà solo sul reato di disastro colposo.  Altro tempo passerà e l’attesa è come una seconda perdita per chi ha subito le conseguenze di quello che è avvenuto quella maledetta notte del 29 giugno 2009″.

“I gruppi Lega ed Alternativa civica di centrodestra in provincia di Lucca – si legge nella nota -, attraverso un’apposita mozione protocollata presso palazzo ducale, vogliono ribadire la vicinanza ai cittadini di Viareggio e tutte le vittime, morali e materiali, della strage. A tal proposito riteniamo che l’amministrazione provinciale, in quanto parte civile del processo, debba continuare ad impegnarsi, assieme alla regione Toscana, al fine di ottenere l’accertamento della verità. È a nostro parere opportuno revocare il cavalierato del lavoro all’ingegner Mauro moretti, condannato in primo e secondo grado per reato finanziario.  Nostro auspicio è la miglior gestione della vicenda in questo processo d’appello bis. Visto e considerato che, la vicenda, non e deve risolversi in una bolla di sapone”.

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