Governo Draghi, Rifondazione a Pd e Cinque Stelle: “Siete antifascisti o no?”

Il partito: "Da che parte state?"

Lettera aperta del partito di Rifondazione Comunista al Pd e ai Cinque Stelle.

“Siete antifascisti o no?  – chiede il partito – Dopo la nascita del governo Draghi e i fatti di Firenze e Genova la domanda drammaticamente si pone”.

“Cari amici elettori e militanti del Pd e dei 5 stelle – si legge nella missiva – crediamo che questa volta non possiate eludere la risposta ad una domanda precisa, a cui vi chiediamo di rispondere pubblicamente: l’antifascismo è per voi un valore superato, o comunque non più tale da essere una discriminante ma solo un elemento contingente che guarda al passato?”

“E la seconda  – aggiunge Rifondazione – è : proprio nel centesimo anniversario della nascita del Partito Comunista, equiparare quella storia e quelle idee a quelle del regime mussoliniano non vi sembra un crimine verso coloro che hanno permesso, certo insieme ad altri, la liberazione dal nazi fascismo e la nascita della democrazia in questo paese?”

“Vi chiediamo non di rispondere a noi – si precisa nella lettera – ma ai cittadini toscani, facendo notare che non vige il silenzio assenso. Il non poter procrastinare l’assenza di una risposta deriva da fatti ben precisi, e da un contesto, che proprio in questi giorni si verificano e si delineano. I fatti riguardano l’ ver chiamato al consiglio regionale della Toscana a commemorare il cosiddetto giorno del ricordo un giornalista come Fausto Biloslavo. Si tratta, come ha fatto notare anche in una nota l’Anpi, di un assiduo frequentatore dell’estrema destra, di personaggi legati a periodi sanguinosi del terrorismo politico fascista e affini. Ed inoltre: nei giorni scorsi il centro destra al comune di Genova ha promosso una mozione per l’istituzione di un registro antifascista ma anche anti comunista, con l’astensione del Pd e l’uscita dall’aula dei 5 stelle (Italia Viva ha votato a favore, ma di chi è politicamente un mercenario non ci stupiamo). Tutto ciò a valle della  famosa mozione del parlamento europeo che equiparava fascismo a comunismo, anche da voi votata. Se il punto di fondo è che da una parte abbiamo ideologie che nel crimine, del razzismo, del genocidio e della negazione dell’uguaglianza e libertà hanno il loro pensiero manifesto e di fondo, dall’altra abbiamo un pensiero di liberazione delle donne e degli uomini dallo sfruttamento, dalla disguaglianza, un ideale di libertà civile e sociale che ha contribuito a liberarci dal nazi fascismo e a scrivere la carta fondamentale della nostra comunità, cioè la Costituzione repubblicana. Questo senza negare tragiche degenerazioni in altri paesi del mondo, ma la differenza, anzi l’antitesi, resta tutta. E guarda all’oggi e al futuro, un oggi che più di sempre ha bisogno, con una fase epocale aperta dalla pandemia, di guardare a questi valori e lottare per essi”.

“Che la destra in Italia e in Europa voglia fare questa equiparazione ignobile e falsa nel merito – prosegue la missiva –  per legittimarsi è del tutto evidente, ma chi sostiene questa opzione è parimenti responsabile di questa legittimazione. Che non fa prigionieri e quindi nega anche la vostra stessa ragione di esistere, a meno che non ammettiate, in questo caso si, che fra voi e la destra non esistano differenze. Quest’ultimo dubbio è bene che gli italiani lo vedano fugato con una vostra risposta che prende le distanze da quanto avvenuto a Bruxelles, Firenze e Genova, perché esso ben si rafforza con la nascita del governo Draghi, a cui tutti voi e la destra state dando l’appoggio parlamentare: un governo che, esso sì, nega la necessità di opzioni politiche di fondo, anche valoriali, e commissaria la costituzione repubblicana in nome di una ristrutturazione post pandemia che vuole essere gestita dal grande capitale finanziario, attraverso uno dei suoi principali rappresentanti”.

“Insomma – conclude Rifondazione Comunista –  da che parte state, da quella del nuovo ordine mondiale che manda in soffitta la costituzione repubblicana, o dalla parte della sua difesa e attuazione? Fare l’equiparazione fra fascismo e comunismo insomma pare proprio una scelta di campo, funzionale ad una vittoria culturale definitiva del pensiero unico della destra politica e della destra economica. Noi stiamo – mai più di oggi, perché lo richiede il futuro post pandemia – dalla parte della democrazia sostanziale e dei valori resistenziali, quella che vi rivolgiamo è un ultima domanda in tema, prima di avere – nel silenzio e alla luce dei fatti avvenuti – la tacita risposta su da che parte stiate voi”.

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