Manifattura sud, Colucci (Riformisti): “Fondazione Crl faccia un passo indietro”

L'ex presidente dell'Opera delle Mura sull'ente: "La sua presenza massiccia sulla scena cittadina sta passando il limite del consentito"

Manifattura sud, la Fondazione Crl faccia un passo indietro. A chiederlo è Francesco Colucci dei Riformisti Toscani per Italia Viva.

“Sulla parte sud della manifattura – dice – si è detto di tutto e di più. La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Coima hanno fatto più proposte, la giunta del Comune più confusione, partiti, associazioni, cittadini hanno detto la loro: favorevoli, contrari, agnostici. Noi Riformisti dall’inizio abbiamo indicato cosa dovesse esserci nell’area: mille parcheggi, edilizia convenzionata per riportare nel centro storico giovani coppie e anziani per farlo rivivere, spazi per la cultura, indipendentemente da chi potrà fare l’intervento di ristrutturazione, Tutti hanno continuato a scannarsi su chi e come fare l’intervento, non su cosa fosse utile, alla città, nell’area”.

“Apriamo ora un problema di carattere istituzionale – prosegue Colucci – La Fondazione Crl, patrimonio di tutti noi, amministrato da “uomini probi” nell’interesse dei lucchesi, ha sempre avuto il compito primario di garantire al patrimonio una redditività con investimenti prudenti, il cui ricavato tornasse al territorio con elargizioni e investimenti su cultura, scuola, lavoro e molto altro. I Comuni, le associazioni, proponevano iniziative e la Fondazione, quando condivideva, finanziava. Oppure finanziava iniziative condivise nel sociale, nella scuola, nella cultura, nel lavoro. In questa vicenda assistiamo con stupore a una cosa diversa. La Fondazione, in associazione con un privato, propone di intervenire, di sua iniziativa, su una parte considerevole della città, per un intervento di carattere privatistico e quindi speculativo. La Fondazione che prende l’iniziativa di portare avanti un suo progetto sulla città, molto esteso, coinvolgendo un privato, ai fini di guadagni privati, certo giustificati, ma forse inopportuni”.

È questo il ruolo della Fondazione? – prosegue – Può mettere in campo la sua potenza economica, che però è di tutti noi, per imporre scelte rilevanti sul tessuto urbanistico, economico e sociale della città? Soprattutto quando sono scelte molto divise nella città? Può pressare pubblicamente il Comune, per piegarlo alle sue richieste? Può intervenire con il suo e nostro capitale a fare scelte speculative sulla città? Noi Riformisti abbiamo forti dubbi: diciamo che la Fondazione, nella sua insistenza, ha travalicato i suoi compiti, deve fermarsi, fare un passo indietro. Non per il progetto in sé, ma in quanto sta debordando su scelte che competono solo a chi ha un mandato elettorale alle sue spalle. È vero che la giunta Tambellini è stata passiva, contradditoria, incerta. Ricordo il primo consiglio comunale, su questo intervento, richiesto dalle opposizioni, in cui il sindaco Tambellini affermava perentoriamente che l’intervento proposto riguardava solo la ristrutturazione e gestione del parcheggio all’interno della manifattura”.

“È vero che se il Comune proposto alle scelte è confuso e incerto – conclude – altri possono cercare di sostituirsi, alla sua inerzia, ma la Fondazione, con le sue conferenze stampa, con la sua insistenza in proposte alternative, la sua presenza massiccia sulla scena cittadina, sta passando il limite del consentito. Se vuole avere un altro ruolo sulla città, si presenti alle prossime elezioni comunali, con una propria lista”.

 

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