Manifattura sud, Montemagni (Lega): “La soluzione sta nel coinvolgimento dei cittadini”

La capogruppo della Lega in Regione: "Si attivi il dibattito pubblico previsto dalla legge regionale"

Manifattura sud, si schiera anche la capogruppo della Lega in consiglio regionale.

“Da tempo – afferma Elisa Montemagni – i cittadini reclamano una diretta partecipazione sulla gestione della destinazione d’uso della parte sud ex manifattura di Lucca, Bene culturale ai sensi del codice, interamente di proprietà comunale, rispetto ad un progetto di recupero della infrastruttura”.

“Anche noi crediamo che sia giusto coinvolgerli direttamente, considerato che l’ex manifattura – prosegue la consigliera – con i suoi complessivi 26mila 188 metri quadri di superficie, è l’ultimo contenitore all’interno del nucleo storico che, per consistenza e qualità, è strategico per la mobilità e l’accessibilità al centro storico della città, essendo collocato in posizione privilegiata, vista la sua prossimità alla stazione Fs, ai principali parcheggi ed al casello di Lucca ovest”.

“La corretta allocazione delle sue funzioni urbanistiche sono, dunque, in grado di determinare il futuro sviluppo dell’intero centro storico in relazione all’accesso ai residenti e al commercio locale, ed è per questi motivi che, davanti a vari progetti che si sono susseguiti negli anni, i cittadini devono avere l’opportunità di decidere lo sviluppo di quest’area strategica. Ci sembra per questo inopportuno che un’amministrazione comunale – precisa l’esponente leghista – che si è distinta sul tema per 9 anni di immobilismo, si appresti a decidere alla fine del suo mandato e senza un preventivo coinvolgimento dei cittadini”.

“Sull’importante questione – conclude la rappresentante della Lega – abbiamo quindi redatto un atto in cui chiediamo alla giunta toscana di richiedere, appunto, all’autorità competente, l’attivazione di un mirato processo partecipativo, nell’intento di recuperare e valorizzare il predetto bene pubblico lucchese“.

“La Regione Toscana – spiega Montemagni – si è qualificata come un esempio a livello nazionale in materia di partecipazione. In particolare la legge regionale 46/2013 rappresenta una cornice normativa che, se bene applicata, potrebbe risolvere i contenziosi sullo sviluppo e valorizzazione di specifiche opere infrastrutturali, così come testimonia, a titolo di esempio, l’intervento sul complesso di Sant’Orsola a Firenze, bene culturale di proprietà della città metropolitana. In questo ultimo caso, la procedura partecipativa promossa dalla Regione ha assicurato la condivisione degli obiettivi con la cittadinanza, così da garantire la migliore fruizione dello spazio pubblico e culturale. La valorizzazione dei beni culturali, definiti ai sensi del codice che regola la materia, è di competenza regionale: la legge in questione, la citata 46/2013, afferma che la Regione persegue l’obiettivo di promuovere la partecipazione come forma ordinaria di amministrazione e governo della Regione, in tutti i settori ed a tutti i livelli amministrativi. L’articolo 8 della predetta normativa – Interventi, progetti e opere oggetto di dibattito pubblico – al comma 3, prevede che per le opere che comportano investimenti complessivi fra 10 e 50 milioni, le quali presentano rilevanti profili di interesse regionale, la giunta possa richiedere il dibattito pubblico”

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