Assi viari, anche Sinistra italiana dice no: “Servono progetti più moderni e per la comunità”

Il partito lucchese: "Ci vuole semplicemente un po’ di coraggio e soprattutto un modo di pensare al passo con i tempi"

“Il progetto degli assi viari altro non è che un’azione politica conservatrice, incapace di vedere oltre il proprio naso, con cui si amministra l’esistente cercando di assecondare i diversi appetiti ed interessi in campo perdendo di vista l’interesse generale di un’intera comunità locale”.

Toni aspri quelli che arrivano dal gruppo di Sinistra Italiana che si dice lieta di constatare che anche altri gruppi politici – come Sinistra Con – concordano sulle loro posizioni.

“Da anni – scrive il gruppo – sosteniamo che il progetto degli assi viari (coi suoi 30 anni di tira e molla) è fuori dal tempo. Gli amministratori che da decenni lo propongono, affetti da miopia politica disarmante, non riescono ad immaginare quello che sarà questo paese tra 10 o 20 anni quando, nel caso iniziassero i lavori, potrebbe essere pronto qualche pezzo di nuova grande viabilità. Ogni secolo ha avuto il suo sistema di mobilità e la sua sensibilità ambientale e sociale, cosicché quello ereditato dal novecento non può essere considerato un modello di riferimento anche oggi”.

“Ne sono una riprova il calo delle immatricolazioni e del consumo di carburanti, mentre cresce la consapevolezza che non possiamo continuare a consumare nuovo suolo all’infinito – prosegue Sinistra Italiana – non abbiamo più spazi e la Piana ormai è una conca satura di asfalto e cemento, una città a servizio e a misura dell’automobile dove è sempre più difficile vivere, in cui anziani e bambini son tagliati fuori, emarginati, privati del diritto di muoversi in sicurezza, e la concentrazione di polveri sottili è al di sopra di ogni livello di sicurezza. Un’epoca si è chiusa e se vogliamo evitare il declino dobbiamo iniziare a costruire un’idea di sviluppo non più quantitativo ma qualitativo”.

“Da sempre ci opponiamo a questo inutile e dannoso scempio – si legge nella nota –  La nostra proposta? Ribaltiamo la cultura politica attuale e prepariamoci a costruire il futuro, che va ben oltre i progetti ormai fuori dal tempo, come la realizzazione della terza corsia sulla A11. Iniziamo con razionalizzare tempi ed orari per modificare la domanda di mobilità, sperimentiamo nuove modalità, riqualifichiamo e innoviamo il sistema del trasporto pubblico fermo all’organizzazione degli anni Sessanta, trasferiamo su ferro quote sempre maggiori di traffico merci, promuoviamo la cultura della bicicletta costruendo piste ciclabili in sicurezza ed offrendo servizi di bike sharing, realtà ormai consolidata in altri centri di media grandezza dove – per fortuna – si riesce ancora a vivere a misura d’uomo”.

“Con l’inizio del nuovo anno abbiamo un’occasione di dotazioni a fondo perduto, la Next Generation Eu, che molto probabilmente non capiterà mai più al nostro paese. Per cui – prosegue Sinistra Italiana – dirottiamo le ingenti somme destinate agli assi viari (se ci sono ancora) per progetti più moderni di tipo metropolitano, come una tranvia elettrica attraverso tutta la Piana lungo le direttrici est/ovest e nord/sud come primo lotto di una futura rete metropolitana da implementare nel corso degli anni. Progetti da portare avanti in collaborazione con le altre forze politiche, le varie amministrazioni locali, le associazioni ambientaliste e, più in generale, con tutti quei soggetti che si ritengono direttamente interessati a questo nuovo modello di sviluppo sostenibile”.

“Le sfide che ci attendono possono essere tante ed interessanti – concludono – Ci vuole semplicemente un po’ di coraggio e soprattutto un modo di pensare al passo con i tempi che stiamo vivendo“.

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