Pellicci (Sinistra Italiana): “Provincia sigli protocollo d’intesa per la gestione degli appalti all’avanguardia”

Il coordinatore provinciale: "Garantire maggiori tutele ambientali ed un maggior punteggio alle ditte che si impegnino nella realizzazione della filiera corta"

Un protocollo d’intesa per la gestione degli appalti all’avanguardia. A chiederlo alla Provincia è il coordinatore provinciale di Sinistra Italiana, Alberto Pellicci.

“Apprendiamo dal presidente Menesini – dice – che la Provincia di Lucca, in quanto stazione unica appalti, nel quinquennio 2016-2020 ha effettuato gare per un totale complessivo di circa 130 milioni di euro. Lo ha fatto perché l’ente gestisce, oltre ai suoi, gli appalti dei Comuni di Altopascio, Capannori, Montecarlo, Porcari, Viareggio e Villa Basilica Quale momento migliore affinché la Provincia si doti di un protocollo di intesa per la gestione degli appalti all’avanguardia, di concerto con le forze sociali e sindacali, per garantire trasparenza, diritti dei lavoratori, per migliorare la qualità del servizio pubblico?  Un protocollare simile a quelli già in vigore per i comuni di Lucca e Capannori”.

“Ma più avanzato – spiega Pellicci – già a fine 2019 Sinistra Italiana ha promosso assieme a Rifondazione, Sinistra Con, Articolo 1 e Cgil un approfondimento dei protocolli in vigore nei nostri territori, volto a garantire maggiori tutele ambientali ed un maggior punteggio alle ditte che si impegnino nella realizzazione della “filiera corta” (collaborazione con imprese del territorio) per le forniture dei materiali che per l’affidamento dei lavori in subappalto. Inoltre chiedevamo che nel calcolo dell’offerta economica più vantaggiosa si tenesse conto non solo delle retribuzioni minime previste dai contratti collettivi nazionali ma anche di quelli integrativi territoriali, per garantire ai lavoratori paghe adeguate. Questa iniziativa è stata poi messa in secondo piano dalla pandemia che ci ha travolto. Ma oggi più che mai le amministrazioni pubbliche devono dare l’esempio con politiche che incentivino le imprese virtuose e difendano il lavoro “buono””.

“È necessario – conclude – aprire quanto prima un tavolo di confronto. Noi ci siamo”.

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