Femminicidi, Zucconi (Fdi): “15 donne uccise in due mesi. Bisogna fare qualcosa subito”

Il deputato di Fratelli d'Italia: "Necessario stravolgere i vecchi preconcetti iniziando dall'educazione nelle scuole"

15 donne uccise in nemmeno due mesi, bisogna fare qualcosa al più presto“. Così il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi interviene alla luce degli ultimi fatti di cronaca.

“E’ questo il triste bilancio che da inizio anno ha visto perdere la vita a mogli, madri, lavoratrici, donne fiere del loro essere donna e colpevoli, secondo chi ha tolto loro il bene più prezioso, di voler interrompere una relazione o semplicemente essere libere di fare la propria vita – va avanti Zucconi -. Solo nella giornata di ieri Rossella e Deborah, quest’ultima madre di quattro figli. E poi ancora  Victoria Osagie, Roberta Siragusa, Teodora Casasanta, Sonia Di Maggio, Piera Napoli, Luljeta Heshta, Lidia Peschechera, Clara Ceccarelli, Deborah Saltori, Rossella Placati”.

“Un elenco lunghissimo che fa rabbrividire e che mostra la drammatica tendenza degli ultimi anni: nei primi 6 mesi del 2020 il numero dei femminicidi era pari al 45% del totale degli omicidi, contro il 35% dei primi sei mesi del 2019: hanno raggiunto il 50% durante il lockdown, a marzo e aprile 2020 – prosegue il deputato Fdi -. Occorre intervenire quanto prima, decostruendo alcuni stereotipi, cambiare la mentalità partendo dalle radici. Da uomo non posso poi non osservare che a fronte della continua crescita dell’universo femminile che oggi è sempre più baluardo della famiglia, ma si realizza anche sul lavoro, nella cultura e nella società, l’universo maschile non riesca ad essere all’altezza dei mutamenti; quasi che un uomo non sappia confrontarsi se non da posizioni di forza o di privilegio, che ai passi avanti delle donne corrispondano quelli indietro degli uomini. E allora va detto con chiarezza che chi usa qualsiasi forma di violenza nei confronti di una donna è un mezzo-uomo, una persona incapace di rappresentare il suo ruolo e di farsi valere per quello che riesce ad essere”.

“E’ necessario dunque stravolgere i vecchi preconcetti, iniziando dall’educazione nelle scuole e dal ruolo fondamentale della famiglia e delle istituzioni per arrivare ad una parità di genere reale e tangibile nel mondo sociale e economico e realizzando un’educazione sentimentale e sessuale che porti il maschio all’accettazione dell’altro come libertà e non come oggetto – conclude Zucconi -. Riconosco che per cambiare la cultura servano tempi lunghi, ma più tardi si inizia, più tardi si arriva e per qualcuna di loro potrebbe essere davvero troppo tardi”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Lucca in Diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.