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Minniti vota contro il bilancio: “Un disequilibrio di oltre un milione e mezzo”

Il consigliere della Lega: "Troppe criticità nel previsionale"

“Il trasferimento di risorse certe da parte dello Stato nell’ultimo anno ha contribuito a dissimulare alcune criticità del bilancio di previsione 2021/2023 ma permangono criticità di tipo strutturale e riserve in merito alla coerenza delle risorse rispetto agli obiettivi programmatici”.

E’ il giudizio del consigliere comunale della Lega Giovanni Minniti che critica il documento contabile approvato dal Consiglio comunale di Lucca nella riunione del 23 febbraio.

“Nel mio intervento – afferma Minniti -, ho criticato la presenza del disequilibrio di parte corrente per l’anno 2021 di oltre 1 milione e 500 mila che costituisce una criticità poiché, per principio, le spese correnti devono essere coperte con entrate correnti mentre nella fattispecie i primi 3 titoli di entrata non sono sufficienti alla copertura delle spese correnti e delle somme destinate a rimborso della parte capitali dei mutui. Il disequilibrio è stato coperto destinando entrate di parte capitale sottratte alle spese per l’acquisto di beni ad utilità pluriennale e utilizzando la quota vincolata dell’avanzo di amministrazione presunto al 31 dicembre 2020 derivante dalle risorse non ancora impegnate trasferite dal Governo in applicazione del decreto Cura Italia per consentire l’esercizio delle funzioni fondamentali dei comuni in relazione alle maggiori spese e alle minori entrate connesse all’emergenza epidemiologica. Ho anche osservato, prosegue Minniti, che le previsioni delle principali voci di entrata Imu e addizionale Irpef sono uniformi nel triennio senza tener conto né delle prevedibili difficoltà della riscossione connesse alla generale carenza di liquidità dovuta alla particolare congiuntura né del minor gettito connesso alla erosione della base imponibile dovuta alla crisi in atto e ho sollecitato la giunta a presentare in consiglio comunale il regolamento per la disciplina del nuovo canone patrimoniale”.

“Ho espresso preoccupazione – spiega Minniti -, per la mancata costituzione del fondo di garanzia del pagamento dei debiti commerciali poiché nulla è stato asseverato in merito alla riduzione dello stock di debito e al rispetto dei termini di pagamento. E’ previsto un aumento del livello di indebitamento anche come conseguenza del mancato pagamento delle quote capitale dei mutui ai fini del trattenimento delle risorse necessarie per fronteggiare l’emergenza. Un ulteriore elemento di criticità è rappresentato dalla mancata implementazione dell‘accantonamento al fondo rischi spese legali poiché è notorio che una delle cause del rischio di squilibri strutturali del bilancio è rappresentata da sentenze che determinano per il comune l’insorgere di oneri di rilevante entità finanziaria e che il bilancio non riesce ad affrontare con risorse disponibili nell’anno o nel triennio di riferimento del bilancio”.

“Infine – conclude -, dalla lettura del Dup ho avuto la netta percezione che l’amministrazione comunale non abbia fatto nulla e nulla farà per adeguarsi alle mutate situazioni di fatto imposte dalla pandemia ragion per cui ritengo che la risposta dell’amministrazione sia stata solo parziale e inadeguata poiché si è provveduto a provvedimenti emergenziali con fondi governativi, modesti sgravi per il pagamento della tariffa sui rifiuti ed esoneri per il pagamento del suolo pubblico in attuazione di provvedimenti di legge. Non è stato fatto nulla e nulla è previsto in merito all’adozione di provvedimenti strutturali capaci di venire incontro alle imprese penalizzate dalle chiusure per sostenere le loro esigenze di liquidità. Sotto questo profilo, sostiene Minniti, è stato certamente un errore il fatto di non aver accolto la mozione da me presentata nel 2020 per la riduzione delle aliquote Imu e dell’addizionale Irpef poiché la perdita di gettito dovuta alla riduzione delle aliquote rispetto all’anno precedente è stata ristorata dal governo centrale con le modalità da ultimo indicate con il decreto del Mef  del 3 novembre 2020. Per queste ragioni ho espresso voto contrario”.

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