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Fantozzi (Fdi) porta in commissione sviluppo economico il dramma dei lavoratori dello spettacolo

Il vicecapogruppo in Regione: "È uno dei settori più colpito della pandemia"

“Non è vero che con la cultura non si mangia. Non è vero che, come disse il precedente premier, gli artisti fanno solo divertire. Fanno divertire ma anche pensare. Non è vero che, in un momento in cui la fame la si sente soprattutto in senso fisico, non si possa aver bisogno anche di un nutrimento spirituale. Il mondo della cultura, che si basa in gran parte sul rapporto diretto col pubblico, è uno di quelli maggiormente in difficoltà. E quello del cinema e del teatro, che dà lavoro a 3000 addetti solo in Toscana, ancora di più”. Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Vittorio Fantozzi.

“I lavoratori di teatri e cinema hanno rispettato tutte le chiusure, hanno pazientemente atteso i ristori, tardivi e insufficienti. Hanno cercato di inventare nuove forme di produzione e di vendita del prodotto a distanza ma si sono visti beffati – sottolinea Fantozzi – Perché altri locali sono aperti, perché le persone, comunque, degli assembramenti, volontari e involontari, li creano, perché magari vengono concessi raduni estemporanei a tifosi di calcio. Ma i teatri e i cinema no, quelli non possono riaprire e in più chi li gestisce si deve pure sentire superfluo, in quanto espressione di un lusso che, in tempo di pandemia, non ci si può permettere”.

“I lavoratori dello spettacolo – annuncia il Consigliere di Fratelli d’Italia – dal più noto degli attori al più oscuro degli attrezzisti, sono, in primis, lavoratori. Parlerò della loro situazione nella commissione sviluppo economico, di cui sono vice presidente. Il consiglio regionale lo scorso dicembre ha previsto un milione e mezzo di aiuti per i lavoratori dello spettacolo, ma le perduranti chiusure vedono ancora in grave sofferenza la categoria”.

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