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Mammini: “Basta parlare senza informarsi: stiamo sui fatti e non sui commenti”

L'assessora all'urbanistica del Comune di Lucca interviene nel dibattito sulla Manifattura e sui parapetti per le Mura

Le prese di posizione sulle destinazioni prossime della Manifattura da mesi tengono banco nel dibattito lucchese sui social e sui giornali. Non solo esponenti delle forze politiche ma anche persone della società civile hanno detto e continuano a dire la loro, al punto che anche il consiglio comunale aperto di ieri (25 febbraio), con il dopo-Covid come fil rouge, ha accolto eco e riferimenti alla questione in corso. Un vortice di opinioni al quale, adesso, si sommano quelle sulla controversa opportunità di inserire parapetti leggeri interni in alcuni punti pericolosi delle Mura.

Prende le distanze da questa tendenza in atto l’assessora all’urbanistica Serena Mammini, con una riflessione affidata al suo diario Facebook che ironicamente titola “Dalle bolle alle balle può essere un attimo”. Entra subito nel vivo con una serie di domande: “Ma perché neanche un minimo di approfondimento, di lettura, di verifica? Perché prima di parlare non si avverte quasi più la necessità di informarsi, neanche un po’? A chi giova in particolare questo parlare troppo spesso a caso? Certo sappiamo a chi non-giova. L’approssimazione non aiuta i livelli minimi di democrazia della città“.

Prosegue Mammini: “Dove pensiamo di arrivare con i pareri sulle questioni senza però conoscerle, negandone l’intrinseca complessità a furor di frasi a effetto? Si commentano i commenti, non i fatti. Tanto per dire, tanto per parlare. Bolle d’aria. Un esempio? Si legge: no alla grande distribuzione alla Manifattura. Ma è dal 2017 che la grande distribuzione è interdetta su tutto il territorio comunale, figuriamoci in centro storico. La variante urbanistica approvata a settembre, in consiglio comunale non in piazzetta, non mi pare che preveda la grande distribuzione. E allora di cosa si parla?”

L’assessora va avanti nell’analisi: “Un altro esempio? Si critica e disprezza il progetto della messa in sicurezza delle Mura, ma prima ancora della sua presentazione da parte di chi lo ha redatto, seguito, voluto cercando le risorse affinché il nostro monumento più importante potesse vedere completato un restyling iniziato anni fa grazie anche ai contributi della Regione, di Fcrl oltre a quelli comunali. Quando mai abbiamo avuto un progetto così completo e dettagliato per le alberature, per la ricalibratura del poggio esterno, per il completamento dei percorsi di visita (pista ciclabile esterna), per la messa in sicurezza dei punti più critici – perché i punti critici ci sono – con attenzione ai dettagli, con il giusto equilibrio, con la doverosa attenzione all’estetica? E si sciorinano pareri, opinioni, si aprono dibattiti, si raccolgono firme. Di cosa si parla, dal momento che il progetto non è stato ancora ufficialmente raccontato, spiegato, presentato? Perché non è corretto – spiega Mammini – né elegante, presentare un progetto prima di avere il parere ufficiale dell’ente deputato a esprimersi (la Soprintendenza) e con il quale lo stesso progetto è stato condiviso. C’è anche una modalità, un galateo, un rispetto tra enti che non andrebbe mai dimenticato, anzi, andrebbe proprio ricordato, sempre ribadito e messo in pratica. Ah già ma è stato fatto accesso agli atti… dimenticavo, prima lo scoop. Il gioco è a chi lo dice prima?”

Continua Serena Mammini: “Un altro esempio ancora? Ogni tanto qualcuno scrivendo dei grandi, piccoli o medi contenitori, si chiede cosa sarà della Cavallerizza. Ma come? Sono cinque anni che la Cavallerizza di piazzale San Donato è stata riaperta alla città con funzioni di accoglienza, promozione e spettacolo. Magari qualcuno avrebbe preferito rimanesse deposito dei pullman, non c’è da stupirci con quello che si legge e sente in giro. La Cavallerizza invece è talmente accattivante che per non rinunciare agli eventi che ci sono stati fin qui, l’amministrazione non è ancora riuscita a trovare un periodo di ‘vuoto’ per terminare il terzo lotto dei lavori, già finanziati, che prevede gli allestimenti interni. Informarsi un minimo, guardarsi intorno, sarebbe utile”.

“Uno scritto di cinque, dieci o quindici anni fa – incalza l’assessora – non può essere copiato-incollato senza un minimo di aggiornamento. Inevitabilmente qualcosa sarà cambiato, no? Al di là di chi amministra, le cose cambiano, figuriamoci con questa amministrazione che ha gestito e sta gestendo per la città decine e decine di milioni di euro. Sulla Manifattura sud? Vagonate di parole, sproloqui misti a offese, sono state dette e scritte, non c’è necessità di aggiungere anche le mie. Dispiace però che molti discorsi si son basati o si basino sul dare per scontato che l’amministrazione avrebbe accolto, sic et simpliciter, tutto ciò che veniva chiesto già nella prima manifestazione di interesse. Oltretutto sull’area l’idea dell’amministrazione è chiara da anni visto che nel 2016 in consiglio comunale, e non all’happy hour al barino, era stata approvata la visione d’insieme (masterplan) condivisa con la Soprintendenza. Ma allora interessò a pochi, quasi a nessuno, e chissà perché, forse non ci credeva nessuno?”

“E allora – conclude l’assessora all’urbanistica – proviamo un attimo a fermare la bolla e a stare sulle cose con i dati, con un minimo di conoscenza? Potrebbe giovare a tutti. Questo borbottio informe, ipocrita, questo pullulare di discorsi che non si origina dalla giusta informazione di partenza, porta al vuoto. Certo, c’è chi ha a cuore il rumore di sottofondo perché di quello vive, ci si attacca per un pochino di visibilità soprattutto nei pressi delle scadenze elettorali. Tutto, più o meno, lecito. Ma vogliamo provare ad andare oltre i titoli e distinguere il grano dal loglio? Che poi, dopo un anno di Covid, dopo aver sentito tutto e il suo contrario sull’argomento finanche alla sua negazione, chi si stupisce più”.

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