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Il grido d’allarme di Ferrenti (Aics): “Si farà ancora sport dopo il Covid?”

Il lucchese, presidente regionale, amareggiato per la mancanza di interventi sul tema nel consiglio comunale straordinario

Niente sport nel consiglio comunale del post Covid. A sottolineare la mancanza è il presidente regionale dell’Aics, il lucchese Pierluigi Ferrenti.

“Giovedì scorso – dice – tornando in treno da Firenze dove avevo trascorso un pomeriggio al comitato regionale del Coni, ho avuto la curiosità di cercare notizie sullo svolgimento del consiglio comunale che si stava svolgendo a Lucca, e dove 50, poi sembra 40 invitati, stavano parlando del futuro della città dopo la pandemia: delle sue magnifiche sorti e progressive, avrebbe detto il poeta. Al Coni, dove noi presidenti regionali di enti di promozione sportiva eravamo stati convocati per il rinnovo della nostra rappresentanza nel consiglio regionale del Coni stesso, era stato un pomeriggio di considerazioni amare sulla scarsa considerazione che lo sport aveva ricevuto nella formazione del nuovo governo: scomparso il ministero, mandato a casa il ministro di prima che un aiuto concreto aveva provato a darlo, non ancora nominato nemmeno il sottosegretario, al palo i ristori per i lavoratori sportivi e le associazioni sportive di base, a digiuno ormai da due mesi e a rischio di sopravvivenza, quelle che non ci hanno già lasciato…”.

Amarezza, rabbia, ma nessuna rassegnazione – prosegue Ferrenti – perché alla nostra età (erano tanti i dirigenti anche più vecchi di me, che sono ormai over 60 e oltre) ne abbiamo viste tante, forse tutte, e siamo abituati a ragionare con pubblici poteri che pensano che lo sport sia Ronaldo, Luna Rossa e roba simile: perché questo governo di tutti e di nessuno avrebbe allora dovuto fare la differenza? Nonostante tutto ciò, sono rimasto ugualmente sorpreso nel non trovare, nelle cronache del Consiglio di Lucca, nessun riferimento allo sport”.

“Ero stanco, come detto amareggiato – commenta Ferrenti –  triste per come Firenze è ora e per la devastazione economica che la sua gente e il suo tessuto produttivo stanno subendo, e forse non sono stato troppo attento nella lettura: ma davvero non ho trovato nessuna riflessione espressa in così autorevole consesso che si potesse avvicinare a una proposta, anche modesta, di dare spazi nuovi e nuove risorse a chi vuol fare sport per stare con le amiche e con gli amici, curare corpo e salute, incontrare gli altri, entrare anche in competizione con  chi coltiva la  stessa passione. E allora chiedo aiuto: se ho “saltato” qualche intervento dove di sport si è parlato, se sono venute fuori idee, meglio buone ma basta anche che siano solo idee, per favore, raccontatemele, datemene la misura, aiutatemi a svilupparle e a confrontarmici”.

“Sono tra quelli, e vi garantisco che pochi non siamo – dice Ferrenti – che pensa che a Lucca, dopo il Covid (ma anche durante, soprattutto durante) si debba fare sport e aiutare a farlo coloro che ne hanno fatto spesso ragione di vita o comunque di vita migliore dopo il lavoro e gli altri affanni. Grazie, e grazie per quanti ci saranno accanto quando nonostante tutto riprenderemo a farlo e ad organizzarlo”.

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