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Giani e Legambiente, Baronti: “Per loro il nemico è l’integralismo ecologico”

L'esponente di Sinistra Italiana: "Un convegno dai contenuti e dagli obiettivi provocatori. Contenti di non aver contribuito ad eleggere il governatore"

Elogio della crescita felice, contro l’integralismo ecologico è il titolo scelto per l’incontro a cui parteciperà oggi il presidente Eugenio Giani con la partecipazione dell’ex presidente di Legambiente. “Un titolo intenzionalmente provocatorio – commenta Eugenio Baronti di Sinistra Italiana – che sembrerebbe ambire a diventare un manifesto politico programmatico, non controcorrente ma contro il buon senso. In grande evidenza i due partecipanti all’evento, Giani e il solito Chicco Testa che non è nuovo a certe posizioni provocatorie nei confronti degli ecologisti”.

“L’organizzazione Toscana più Verde si presenta in questo modo. Già, perché in questa epoca storica, il nemico non è un modello di sviluppo che sta consumando a ritmi frenetici il patrimonio naturale della terra; fa strage di suolo e territorio agricolo; emette in atmosfera gas in una quantità tale da alterare irreversibilmente le caratteristiche fisiche e biologiche del pianeta, con conseguenze potenzialmente catastrofiche. No: per loro il nemico è l’integralismo ecologico – interviene Baronti – senza il quale la crescita sarebbe sicuramente più felice. Il mito della crescita, resiste anzi, fa la voce grossa: ‘basta con la politica dei no!’, il loro grido. Ancora ci sono amministratori che continuano ad essere abbagliati da questa prospettiva e si ostinano a perseguire irresponsabilmente una crescita illimitata dentro uno spazio finito e limitato com’è il pianeta terra”.

Il titolo scelto dagli organizzatori è proprio infelice, inappropriato ai tempi – continua Baronti .- sembrerebbe addirittura una forzatura anche rispetto alla politica del centro sinistra toscano, perlomeno quella di facciata, che in questi mesi si è sperticato nel tessere le lodi a Greta Thumberg e delle moltitudini di giovani che sono scesi in piazza, prima della pandemia, a ricordarci che questa terra è l’unica che abbiamo e che loro, i ragazzi di oggi, hanno diritto di viverci e di invecchiare e di lasciare a loro volta questa terra ancora vivibile e in buono stato, ai loro figli e ai figli dei loro figli. Purtroppo mi sembra che Giani si senta a casa sua in questo convegno perché è in piena sintonia politica con il pensiero dei tanti conservatori che affollano in modo trasversale la politica di oggi”.

“Dovesse crescere la consapevolezza dell’insostenibilità e della pericolosità di questo nostro modello di sviluppo – conclude – loro dovrebbero cambiare mestiere perché al di là delle chiacchiere e delle buone intenzioni elettorali, i loro programmi sono ancora i soliti: nuovo consumo di suolo, terza corsia Autostrada A11; nuova pista Aeroporto Peretola; la tirrenica, inceneritori; per loro, solo i cantieri della cementificazione creano lavoro, ricchezza e felicità, gli altri no, quelli del recupero, manutenzione, cura e restauro no, quelli creano decrescita infelice. Meno male che Sinistra Italiana Toscana non ha contribuito all’elezione di questo conservatore alla guida della Regione Toscana”.

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