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Capitale della cultura 2024, Per Lucca e i suoi paesi: “Sia presentata una candidatura comune”

La lista civica: "Avrebbe il merito di rendere giustizia a Giacomo Puccini, che tra Lucca e Viareggio ha vissuto per la gran parte della sua vita".

Anche Per Lucca e i suoi paesi interviene nel dibattito sulla doppia candidatura in Provincia a città capitale italiana della cultura 2024.

“Partiamo dalla constatazione che ottenere uno dei tanti riconoscimenti, li chiameremmo ‘marchi culturali’, da ‘sito Unesco’ a ‘capitale della cultura’ ha un evidente valore economico, in quanto produce un effetto pubblicitario e dunque un ritorno turistico; i politici hanno ben compreso questo fatto e sgomitano per ottenere un qualsiasi riconoscimento culturalmente e turisticamente visibile, sia esso l’etichetta ‘Uffizi diffusi’, o qualsiasi altra da appiccicarsi su un museo o su una mostra – spiega l’organizzazione politica -. A Lucca il dibattito culturale o meglio pseudo culturale parte sempre da questi presupposti economici e turistici, si dice dunque che va valorizzato Puccini, che si deve avere un riconoscimento Unesco, che vogliamo esser capitale di quello o ospitare un evento più o meno visibile. Noi ci domandiamo invece quale sia oggi la politica culturale di Lucca e del Comune di Lucca. Quali sono gli obbiettivi culturali? Come vogliamo far crescere il livello culturale della città e di conseguenza l’occupazione dei giovani in un settore di così alto valore e significato?”

“Sia chiaro – prosegue – abbiamo ben presente l’importanza di far crescere l’economia e dunque ogni iniziativa capace di incrementare il turismo è in sé stessa benvenuta. Ma se si parla in termini culturali, allora, dietro al marchio, dietro all’etichetta, ci deve essere anche un percorso sostanziale. Se essere capitale della cultura deve avere un senso che vada oltre allo strombazzare il nome di Lucca per qualche mese, allora il sindaco ed il suo assessore alla cultura debbono avviare un processo che preveda lo sviluppo di iniziative nuove e significative e che coinvolga gli operatori culturali. Allo stato attuale ci sembra di poter dire che l’amministrazione Tambellini, in nove anni, non è mai riuscita a far nulla del genere. Lo stato di abbandono del Palazzo Guinigi, la chiusura dei musei civici, la cessione in comodato della collezione Gragnani e Rontani sono eventi che significano una incapacità di dare una svolta alla politica culturale. Riconosciamo, sia chiaro, qualche successo nell’aver ridato un curatore all’Orto Botanico e nell’aver lasciato ben operare la Fondazione Puccini ed il Museo Pucciniano, ma questi successi non valgono a cancellare lo sfacelo di altri settori”.

“Anche sul piano della mera acquisizione di marchi culturali Tambellini è riuscito nell’impresa non facile di incassare due consecutive bocciature da parte dell’Unesco, indice di una notevole incapacità diplomatica e di relazione – conclude Per Lucca e i suoi paesi -. Non c’è dunque da star tranquilli per il riconoscimento di Capitale della Cultura, visto che, al di là di una promessa elettorale, nessun atto l’amministrazione comunale ha ancora compiuto. Ci auguriamo comunque che il buon senso prevalga e che Lucca e Viareggio presentino una candidatura comune, cosa che oltre a costituire una notevole novità, avrebbe anche il merito di render giustizia alla figura di Giacomo Puccini, che tra Lucca e Viareggio ha vissuto ed operato per la gran parte della sua vita”.

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