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Manifattura sud, le associazioni: “Condivisione e partecipazione sulle scelte da effettuare”

Legambiente, Italia Nostra e rete dei comitatI: "L'appello è quello di prendere consapevolezza dei diritti e farne uso in modo conseguenziale"

In merito alla questione della destinazione della ex Manifattura intervengono nuovamente Legambiente Lucca, Italia Nostra Lucca e la rete dei comitati per la difesa del territorio.

“Chiediamo condivisione per le scelte da effettuare – dicono le associazioni lucchesi – La partecipazione trova il proprio fondamento nei diritti costituzionali: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (articolo 3)”.

“Sul tema della “partecipazione” – dicono le associazioni – soprattutto negli ultimi tempi, molto si discute e si teorizza; le scuole di pensiero si scontrano su principi, opportunità, dettagli… Onde evitare inutili elucubrazioni sul diritto o meno, da parte dei cittadini, alla partecipazione, evidenziamo quanto scritto nell’articolo terzo della Costituzione che nella sua parte conclusiva, stabilisce il principio, e il fine, sull’argomento. Il punto, quindi, non è più stabilire, in modo univoco, il diritto alla “partecipazione” bensì fare un excursus mentale, ognuno in base alle proprie esperienze dirette, su come viene, ad oggi, applicato, e quindi rispettato, tale diritto e se, in caso di mancata applicazione della regola fondamentale, non si possa, e debba, denunciarne le cause e i responsabili”.

La democrazia senza partecipazione è, chiaramente, un ossimoro – prosegue Legambiente – La partecipazione ha una doppia funzione politica: responsabilizza i cittadini, consentendo loro di occuparsi di ciò che li riguarda, togliendo anche gli eventuali “alibi” di impedimento legale in tal senso; ridimensiona il ruolo delle Istituzioni e dei loro esponenti, siano essi politici o amministrativi, che non devono mai perdere di vista il fatto che essi rappresentano i cittadini senza, tuttavia, sostituirsi ad essi. L’appello rivolto a tutti noi è, e non potrebbe essere altrimenti, quello di prendere consapevolezza dei nostri diritti e farne uso in modo conseguenziale: la democrazia è come un giardino, se non ce ne prendiamo cura costantemente e con perizia, viene infestato dalle erbacce. Qualcuno, prima di noi e con sacrifici enormi, ci ha consegnato una eredità preziosa, delicata e senza precedenti: dimostriamo loro di esserne grati e degni”.

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