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Baronti (Si): “Dal Pd nessuna idea di cosa significhi un progetto di transizione ecologica”

L'esponente di Sinistra Italiana: "La proposta Coima non risponde ai bisogni di questa città ma è in continuità con il vecchio modello di mobilità degli Assi viari"

Il Pd lucchese non ha nessuna idea di cosa significa un progetto di transizione ecologica“. Con queste parole anche l’esponente di Sinistra italiana Eugenio Baronti entra nel dibattito sul futuro dell’ex manifattura Tabacchi e invia una lettera aperta al Partito democratico lucchese invitandolo a ragionare in termini di una transizione ecologica della città.

“Caro Pd – si legge nella lettera aperta -, in questi ultimi giorni sono arrivati dal vostro interno segnali politici di continuità e di conservatorismo davvero preoccupanti; prima il senatore Marcucci che ribadisce il suo appoggio determinato per la realizzazione degli assi viari e vota per il loro inserimento nel Def in commissione, poi, una presa di posizione stizzita del segretario del Circolo Pd del centro storico Roberto Panchieri, che difende con fervore  il progetto Coima Fondazione, fatto proprio dall’amministrazione Tambellini, dagli attacchi, secondo lui sconclusionati, di Azione. Che brutta figura essere scavalcati a sinistra perfino dal partito di Calenda. Questi due fatti, in sé, dimostrano che il Pd lucchese non ha nessuna idea di cosa significa, nel concreto, nella Piana e nel centro storico, un progetto di transizione ecologica”.

“Caro Pd, transizione significa: passaggio da una situazione a un’altra, un percorso che implica un’evoluzione in atto – prosegue Baronti -. Nel caso della transizione ecologica significa invertire l’attuale direzione di marcia verso uno sviluppo qualitativo sostenibile socialmente ed ecologicamente, significa attuare una rivoluzione culturale capace di trasformare il nostro modo di vivere, lavorare, abitare, produrre e consumare; cambiare, insomma, l’attuale modello di sviluppo insostenibile a livello sociale e soprattutto a livello ecologico. Cosa c’è di più vecchio e stantio di un’idea di mobilità che ripropone all’infinito la realizzazione di nuova viabilità? Cosa c’è di più fuori dal mondo, di riproporre nel 2021 un progetto di Assi viari di cui si è iniziato a parlare e a proporlo già a partire dagli anni ’80, cioè 40 anni or sono?”.

“Il destino della manifattura tabacchi non può essere preso come una questione a sé, essendo il contenitore da riqualificare più grande del centro storico, la sua destinazione diventa un fattore significativo di un progetto di transizione ecologica, la proposta Coima di riempirlo di auto, di abitazioni di prestigio e negozi, non risponde ai bisogni di questa città, è fuori dal tempo, in continuità totale con il vecchio modello di mobilità ed è coerente al progetto degli Assi viari – va avanti Baronti -. Nella sciagurata ipotesi che questi due progetti si realizzassero, la città di Lucca resterebbe indietro rispetto a quanto sta avvenendo in gran parte dei paesi d’Europa dove si investe per lo sviluppo di tutte le forme di mobilità alternativa all’auto privata e al trasporto merci su gomma e si liberano i centri storici dalle auto per restituirli ai cittadini.

“Leggendo l’intervento del vostro segretario cittadino sulla stampa, ho avuto davvero la sensazione della distanza abissale che esiste tra la riproposizione anacronistica di una vecchia idea di sviluppo e le necessità di un progetto di transizione ecologica adeguato ad affrontare le grandi sfide con le quali oggi siamo chiamati a confrontarci – prosegue la lettera -. Qualche giorno fa, ripresi e rilanciai un appello del comitato Uniti per la Manifattura, che chiedeva all’amministrazione comunale di fermarsi prima di consumare una rottura drammatica con una parte importante della città che ancora crede nella democrazia e nella partecipazione e non si limitata a dire solo ‘No’, ma elabora e propone idee progettuali concrete, realizzabili, e soprattutto finanziabili”.

“Queste idee progettuali frutto dello studio, della competenza e dell’impegno di tante persone non possono essere lasciate cadere nel vuoto, non possono essere liquidate con qualche arrogante battuta – conclude Baronti -. Un’amministrazione democratica e progressista governa tenendo conto dell’interesse generale e pubblico, non degli interessi di un privato forte e potente com’è Coima. Per quel che vale e per quel che conta, ribadisco il mio appello a questa amministrazione che estendo anche al Pd: è urgente e necessario avviare  un percorso democratico e partecipato, per raccogliere bisogni, idee e progetti, per trasformare la manifattura in un grande centro polivalente di cultura, arte, musica, lavoro, formazione, creatività, memoria storica e di vita sociale per tutta la città”.

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