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Minniti (Lega): “Alla città per il dopo Covid servono progetti ambiziosi”

Il consigliere comunale: "Individuare subito il percorso da intraprendere per accompagnare Lucca fuori dall’emergenza"

Anche il consigliere comunale della Lega, Giovanni Minniti, è intervenuto ieri sera (23 marzo) al consiglio comunale destinato al dibattito sull’assise aperta a tema Lucca dopo il Covid.

“E’ da un anno – ha detto Minniti – che Lucca, l’Italia, il mondo intero stanno combattendo contro una pandemia che ha provocato centinaia di migliaia di morti e ha messo a nudo tutte le fragilità della nostra città ed in generale dell’Italia intera. Non eravamo preparati ad una emergenza del genere e ne abbiamo subito le conseguenze: non esisteva un piano pandemico aggiornato, non erano disponibili cure efficaci, non sono stati adottati i provvedimenti più efficaci per impedire o quanto meno circoscrivere la diffusione del virus nel nostro paese se è vero come è vero che la dichiarazione dello stato di emergenza è avvenuta il 31 gennaio mentre i primi provvedimenti di chiusura risalgono al successivo mese di marzo quando ancora esponenti di primo piano della politica nazionale e virologi da salotto si premuravano di fare aperitivi sui navigli, visitare scuole frequentate da cinesi, mangiare involtini primavera per contrastare la componente razzista del virus ma non quella virale”.

Non si è chiuso quando si doveva chiudere – dice – e non si è aperto quando doveva essere aperto e ancora oggi assistiamo a scene di isteria collettiva e criminalizzazione di alcune categorie di cittadini così come avvenuto nella nostra città in occasione della cosiddetta festa di Porta dei Borghi che per quanto mi risulta non pare abbia avuto conseguenze devastanti sulla salute pubblica. Le conseguenze devastanti, al contrario, le abbiamo avute sulla sanità dove i tagli lineari imposti dai governi nazionali e regionali hanno avuto ripercussioni sui posti letto, sul personale medico e infermieristico, sul sistema dell’assistenza territoriale, sulle cure domiciliari; abbiamo avuto conseguenze devastanti sulla psiche dei cittadini costretti a subire pesanti limitazioni delle libertà costituzionali per mezzo di decreti illegittimi così come stanno dimostrando alcune sentenze dei tribunali amministrativi regionali; abbiamo avuto conseguenze devastanti sulle attività economiche costrette a chiudere o rimanere aperte con gravi limitazioni senza ricevere adeguati indennizzi ma soltanto ristori o per meglio dire oboli del tutto inadeguati a compensare i costi fissi di funzionamento sicchè bar, ristoranti, palestre, negozi di vario genere avranno notevoli difficoltà a sopravvivere“.

“Per queste attività il Comune ha fatto poco o nulla – prosegue la nota – ed ha certamente sbagliato il consiglio comunale a non approvare la mozione che io stesso ho presentato lo scorso per chiedere la riduzione delle aliquote Imu e addizionale Irpef poiché il minore gettito sarebbe stato compensato dalle risorse stanziate dal governo centrale con le modalità stabilite dal decreto ministeriale del 3 novembre. E quelle misure da me auspicate sarebbero servite a dare una boccata di ossigeno alle molte partite Iva per assicurare loro un minimo di liquidità necessaria a fronteggiare la crisi ma, purtroppo, giunta e consiglio comunale sono stati sordi a quella richiesta sbagliando. Ma ora bisogna trovare il modo di reagire e individuare subito il percorso da intraprendere per accompagnare la città fuori dall’emergenza. Dubito, sostiene Minniti, che l’attuale amministrazione sarà in grado di svolgere questo delicato compito: governano da 10 anni e non hanno fatto nulla che possa essere annoverato come qualcosa di significativo”.

In fatto di lavori pubblici l’amministrazione Tambellini ha sempre brancolato nel buio – commenta – senza seguire una precisa visione strategica e ha anche fallito nella tutela dell’ambiente, nella rigenerazione del territorio, non ha proceduto al recupero e alla valorizzazione dei tanti immobili dismessi così come il mercato del Carmine, Pulìa il Campo di Marte, nulla ha fatto per migliorare la viabilità. Ora è giunto il momento di immaginare il futuro post covid per disegnare un nuovo modello di città orientato alla sostenibilità per consentire ai cittadini di fruire di nuovi spazi urbani e riaccendere la speranza del futuro. Si dovrà procedere anche al riammodernamento delle infrastrutture come lo stadio, il palazzetto dello sport anche per rilanciare le società sportive che le utilizzano. E allora attenzione particolare bisogna rivolgere al recupero degli spazi pubblici abbandonati da restituire alla socialità, alla realizzazione di parchi pubblici, giardini tematici, spazi per eventi all’aperto orientati alla biodiversità capaci di incoraggiare le persone a vivere in maniera positiva superando ansie, paure e divieti. E soprattutto non dobbiamo dimenticare i giovani e gli anziani. Riaggregare i giovani dopo le distanze imposte dalle misure anti Covid, promuovere l’utilizzo delle nuove tecnologie, approfondire le conoscenze del territorio. Bisogna concedere gratuitamente ai giovani spazi pubblici per permettere di esercitare la loro creatività nel campo della musica, dell’arte, del teatro e bisogna promuovere progetti per creare occasioni di incontro, di scambio, di conoscenza per i ragazzi consentire loro di frequentare laboratori per acquisire competenze digitali, corsi di formazione, percorsi sul patrimonio culturale della città e sul territorio di appartenenza”.

“Allo stesso modo – dice ancora – bisogna pensare a progetti per gli anziani per promuovere attività ricreative e manuali finalizzate all’inclusione sociale con la relativa fruizione delle risorse artistiche e culturali della città anche attraverso l’attivazione di percorsi tematici legati alla fotografia, all’ambiente, al giardinaggio, agli orti sociali, attività di intrattenimento e socializzazione, percorsi legati alla narrazione e alla memoria e attività inerenti all’artigianato e alla valorizzazione di saperi condivisi. In questo modo avremo pensato a tutte le varie componenti della società: generalità dei cittadini, categorie produttive, giovani, anziani. Sono progetti ambiziosi ma non di difficile o impossibile realizzazione“.

“Il punto interrogativo – conclude – è se questa amministrazione avrà la volontà o la competenza per attuarli. Ne dubito”.

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